AGI - Canzoni che sono storia, la voce potente ma anche vibrante e a tratti sussurrata. Solo sua, inimitabile. Riccardo Cocciante ha emozionato il Circo Massimo, a Roma, e il suo pubblico lo ha osannato con numerose standing ovation per canzoni che sono veri e propri capolavori della musica italiana, da ‘Margherita’ a ‘Bella senz’anima’, da ‘Quando finisce un amore’ a ‘Celeste nostalgia’. Ma il repertorio è vastissimo e il cantautore non si è risparmiato. Le ha cantate tutte, e il pubblico con lui.Ci sono quelle più recenti, gli intramontabili ormai classici della storia della musica, le melodie più leggere e note come anche ‘Hai un amico in me’. “Che però non ho scritto io - ha raccontato - ma mi piaceva troppo, era quella del film ‘Toy Story’ e la cantavo con Fabrizio Frizzi”. L’applauso di tutti ricorda il presentatore con calore.I brani reinterpretati e Notre-Dame de ParisE poi ci sono i brani reinterpretati da altri - “e questo per me è molto gratificante” ha detto - come ‘A mano a mano’, celebre anche nella versione di Rino Gaetano, o ‘Io canto’, cantata da Laura Pausini in una cover di successo.Cocciante non dimentica nemmeno le melodie di Notre-Dame de Paris - l’opera musicata dal cantautore con i testi italiani di Pasquale Panella e che è in tour da oltre 20 anni - con i brani cantati dai protagonisti che lo raggiungono sul palco, Giò Di Tonno, Elhaida Dani, Graziano Galatone. Il rapporto di Cocciante con il pubblicoIl pubblico canta e lo “riconosce”, c’è chi con le sue canzoni è cresciuto ma ci sono anche tanti giovani che cantano a squarciagola ‘Questione di feeling’ o ‘Poesia’, la prima canzone scritta da Cocciante. Tutti conoscono i testi a memoria, c’è chi urla “Sei un grande” e lui dice “Grazie, siete fantastici”. E lo fa con quel garbo e quella timidezza che, come ha confessato lui stesso tra una canzone e l’altra, gli impediva di parlare quando era piccolo.Introducendo la canzone ‘Io canto’ ha ammesso: “Canto perché forse non saprei fare altro, ero molto introverso, non volevo parlare e ho trovato nel canto il mio modo di esprimermi”. Eppure durante il concerto - 3 ore ad alta densità emozionale - Cocciante si concede molto: ogni canzone viene introdotta e spiegata raccontando così un po’ della sua storia, anche nei lati più riservati. “All’inizio sembrava tutto un problema, la mia voce, la mia statura, come mi dovevo chiamare... Per un paio di dischi sono stato Richard Cocciante, poi ho deciso di recuperare il mio nome” e così ha introdotto ‘Il mio nome è Riccardo’.Tra emozioni e omaggiLeggerezza, profondità, voce che diventa a tratti drammatica e dolente. Cocciante, 80 anni, 50 dal grande successo di ‘Margherita’, vestito in completo bianco, la band e il coro in nero, fondale che passa dal blu al rosso, con sobrietà ed eleganza. Perché Riccardo Cocciante non ha bisogno di effetti speciali, l’effetto speciale è la sua voce nitida, potente come sempre, e le sue canzoni. E poi entra il pianoforte - “il mio confidente” lo ha definito - e da lì suona e intona i suoi capolavori che chiamano applausi e standing ovation a ripetizione. Un medley di successi che lo vede intonare ‘Sulla terra io e lei’ e ‘Sincerità’ in mezzo a tante altre, tutte conosciute e apprezzate.È un crescendo struggente quando canta ‘Era già tutto previsto’, successo del 1975 ma tornato alla ribalta nel 2024 con il film di Paolo Sorrentino ‘Parthenope’, di cui è stato il brano portante della colonna sonora; ‘Bella senz’anima’ che, ha ricordato, “è stata cantata da Patty Pravo” e che è occasione per omaggiare un altro grande nome della musica italiana al femminile, quello di Ornella Vanoni, scomparsa il 21 novembre dell’anno scorso: “Con lei feci un duetto bellissimo. Lei era unica e un’artista deve essere unica”. Parole sottolineate da un altro applauso scrosciante dei fan. Il finale e il tourE poi c’è ‘Margherita’, la canzone che incanta definitivamente Circo Massimo e su questa Cocciante concede pure un piccolo bis, a cappella, cantando insieme al pubblico. Il concerto finisce a mezzanotte e Cocciante, dopo 3 ore di musica di altissimo livello, chiude con ‘In bicicletta’, altro capolavoro del suo repertorio. Per la gioia dei fan che alla fine sono andati fin sotto il palco per tributare l’ultimo applauso.Il tour di ‘Io… Riccardo Cocciante nel 2026’, iniziato il 20 giugno a Pordenone, vedrà ancora molte altre date in giro per l’Italia e si concluderà il 27 settembre nella magica cornice dell’Arena di Verona. Per celebrare “I miei 80 anni”, come si legge nel manifesto, e un pezzo importante della musica italiana.