Lea in sanità: Veneto, Emilia-Romagna e Toscana sul podio, ‘rimandate’ Calabria, Sicilia eBolzano

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Quando arrivano i dati del Monitoraggio Lea (Livelli essenziali di assistenza), a colpire sono i nomi dei primi e degli ultimi ‘della classe’. Ma forse vale la pensa sottolineare anche che tutte le Regioni italiane, con l’eccezione di Calabria, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano, registrano un punteggio superiore alla soglia di sufficienza in tutte le macro-aree. Benino dunque, anche se le migliori performance complessive nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza nel 2024 spettano a Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, tutte Regioni del Centro-Nord. Una conferma della sanità a ‘macchia di leopardo’, raccontata da tanti report.In coda alla lista ottenuta sommando tutti i punteggi – non una classifica, come si sottolinea spesso parlando dei Lea, ma piuttosto una ‘fotografia’ dello stato di salute della sanità lungo la Penisola – troviamo come al solito tre Regioni del Sud: Calabria, Molise e Sicilia. Inoltre la Provincia Autonoma di Bolzano e la Sicilia presentano un valore insufficiente nell’area della prevenzione, mentre la Calabria presenta un valore insufficiente nell’area distrettuale. Il percorso di validazione dei dati, nella loro versione finale, predisposta dal Comitato permanente per la verifica dei livelli di assistenza (Comitato Lea), si è concluso nella riunione del 14 maggio 2026.  Nella Relazione sul monitoraggio dei Lea, a cura dell’Ufficio 6 della Direzione generale della programmazione e dell’edilizia sanitaria (Dipartimento della programmazione del Ministero della Salute), saranno pubblicati tutti i dati, sintetizzati oggi  – e anticipati da ‘Quotidiano Sanità’ – nelle more del perfezionamento della relazione. Lea 2024: chi non raggiunge la sufficienzaCome premesso, la soglia di sufficienza è fissata a 60 punti e deve essere raggiunta separatamente in ogni area. Ebbene, tra i ‘rimandati’ la Provincia autonoma di Bolzano ottiene solo 59 punti nella prevenzione, la Sicilia 49 e la Calabria 52 nell’assistenza distrettuale. Il trend Rispetto al confronto fatto con le performance degli anni 2021, 2022, 2023 e 2024, “nell’insieme si osserva una crescita significativa per l’area della prevenzione e per l’area distrettuale, mentre l’area ospedaliera registra una lieve flessione”, si legge nelle otto pagine di sintesi.I primi della classe nel LeaSommando i punteggi ottenuti nelle tre macroaree ‘chiave’, il Veneto raggiunge un totale di 288 su 300 punti (96 nella prevenzione, 95 nel distretto e 97 nell’assistenza ospedaliera). Un primato insidiato da Emilia-Romagna con 282 punti (97 nella prevenzione, 94 nel distretto e 91 negli ospedali) e Toscana con 280 punti (96, 94 e 90).La lista completa: il Nord che guida e il Sud insegueSeguono nella lista Piemonte, con 272 punti complessivi, Provincia autonoma di Trento con 271 e Lombardia con 270. Il Piemonte raggiunge 95 punti nella prevenzione, 90 nell’assistenza distrettuale e 87 in quella ospedaliera. Trento brilla in prevenzione con 98, e nell’area ospedaliera, con 94 punti. La Lombardia ha 96 punti nella prevenzione, 89 nel distretto e 85 negli ospedali. Nella fascia alta figurano anche Umbria, Liguria e Friuli Venezia Giulia. Il Lazio totalizza 237 punti (rispettivamente 81,75 e 81), mentre tra le Regioni meridionali la Puglia, con 242 punti è la migliore al Sud (85 punti nella prevenzione, 76 nel distretto e 81 nell’area ospedaliera). Sommando i punteggi delle tre macroaree, la Calabria registra il valore complessivo più basso, 189 punti, penalizzata soprattutto dal risultato dell’assistenza distrettuale. Seguono Molise con 192 e Sicilia con 196. La Basilicata totalizza 205 punti, Bolzano 206 e la Campania 209, la Sardegna, 212 e la Valle d’Aosta, con 213.Le performance nelle 3 aree chiaveNella sintesi si segnala che la crescita della macro area della prevenzione si è verificata in quasi tutte le Regioni italiane, con uniche eccezioni Marche, Campania e Calabria. Nella macro area distrettuale la situazione è meno omogenea: alcune regioni migliorano il loro punteggio, come la Valle D’Aosta, l’Abruzzo, la Campania, la Puglia, altre rimangono sostanzialmente stabili e con punteggi elevati (Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana). In generale il Centro – Sud resta con punteggi più bassi. Nella macro area ospedaliera i punteggi di garanzia sono raggiunti in tutte le Regioni. Nella sintesi si evidenzia la stabilità ottimale della situazione ospedaliera in Piemonte, Lombardia, P.A. Trento, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Marche. L’analisi di Montano (Simi)I dati restituiscono un quadro con aspetti contrastanti. Se da un lato c’è un miglioramento generale, grazie anche agli investimenti del Pnrr e al rafforzamento dei servizi di prossimità, dall’altro persistono differenze significative tra le Regioni che incidono concretamente sull’equità di accesso alle cure, come sottolinea la Società Italiana di Medicina Interna.“È fondamentale che il percorso di rafforzamento del sistema sanitario prosegua investendo sull’integrazione tra ospedale e territorio e sul potenziamento della presa in carico dei pazienti cronici e comorbidi”, ha commentato il presidente Simi Nicola Montano. La medicina interna è chiamata ogni giorno a gestire pazienti sempre più anziani, fragili e affetti da più patologie, proprio le persone che risentono maggiormente delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari. La complessità clinica crescente richiede percorsi assistenziali che escano dai presidi ospedalieri per avvicinarsi là dove i pazienti vivono, per una presa in carico continuativa.“Il consolidamento di modelli organizzativi che valorizzino il ruolo degli internisti all’interno degli ospedali e nella continuità assistenziale, in stretta collaborazione con la medicina del territorio, è la chiave per rispondere alle esigenze concrete della popolazione”, conclude Montano, ricordando che l’obiettivo “deve essere garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dalla Regione di residenza, gli stessi standard di qualità, appropriatezza e tempestività delle cure”.Questo articolo Lea in sanità: Veneto, Emilia-Romagna e Toscana sul podio, ‘rimandate’ Calabria, Sicilia e Bolzano proviene da LaPresse