Scrivere una pagina della storia del calcio con il preambolo di un capitolo di Storia del Novecento, mentre stridono le odierne convivenze a volte difficoltose alla luce dei soprusi imperialisti di un secolo fa: sin dagli inni nazionali, Marocco e Francia affondano i tacchetti su un terreno fertilizzato dalla mescolanza dei popoli, delle culture, delle etnie. Francia manovriera e Marocco sempre più attendista, correndo il rischio di farsi schiacciare da Rabiot e compagni. Il rigore per la Francia c’è ma, dopo un’attesa ministeriale, il tiro di Mbappé non è…Bounou, perché il portiere del Marocco battezza l’angolo giusto e prende in braccio il pallone, intonando una ninna nanna del deserto affinché i francesi non sveglino i ritmi di una partita in via di rilassamento. Usa i tasti freccia su e giù per ridimensionare il pannello metabox.Il primo tempo va in archivio con il giro palla dei francesi che eccita gli statistici e fa assopire a ogni latitudine il pubblico, che nell’intervallo riflette sullo stato fisico e la copertura degli spazi da parte del Marocco. Nella ripresa, la Francia cerca una più rapida occupazione della metà campo marocchina, ma questo lascia più metri alle spalle dei difensori di Deschamps. In mezzo a tante considerazioni corali, ci colpisce come uno schiaffo il capolavoro individuale: avete presente la similitudine evangelica del cammello e della cruna dell’ago? Ecco, la traiettoria del destro di Mbappé passa nell’unico punto dove il pallone ha uno spiraglio per respirare; dove la porta non è un miraggio tra cactus di parastinchi avversari. Sei minuti dopo, la conclusione a pelo d’erba di Dembélé sente il guanto di Bounou prima di far patire a quest’ultimo la seconda trafittura. Il Marocco ordinato e compatto non basta più: agli uomini di Ouahbi servirebbe il bomber che tra loro non c’è e un episodio che possa riaprire la partita. Il tempo però passa, Maignan ha l’occasione per sporcare i guanti e le rotazioni di Deschamps ricordano al mondo che la rosa dei Bleus ha più pezzi pregiati della Reggia di Versailles. Paolo MarcacciThe post Francia, se Deschamps è Napoleone Mbappé è Luigi XIV appeared first on Radio Radio.