Proseguono le indagini sull’attentato dinamitardo contro il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Gli investigatori hanno sequestrato sette pagine di appunti manoscritti, tre telefoni cellulari e due pen drive durante la perquisizione eseguita sabato scorso nell’abitazione di Valter Lavitola, imprenditore ed ex editore attualmente indagato come presunto mandante dell’attacco.Il materiale è ora al vaglio della Direzione distrettuale antimafia di Roma, che punta a ricostruire il movente dell’attentato avvenuto nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista a Pomezia. L’analisi dei dispositivi elettronici e dei documenti sequestrati potrebbe fornire elementi utili per chiarire eventuali contatti, rapporti e motivazioni alla base dell’azione criminale.L’inchiesta sul presunto mandanteLavitola è finito al centro dell’inchiesta dopo gli sviluppi che hanno portato all’arresto dei presunti esecutori materiali dell’attentato. Nei suoi confronti i magistrati contestano il concorso nella detenzione, nel porto e nell’utilizzo di un ordigno esplosivo, oltre ai reati di minaccia e danneggiamento aggravati dal metodo mafioso.Durante le dichiarazioni spontanee rese nei giorni scorsi davanti ai magistrati, l’ex editore ha respinto ogni accusa, sostenendo di aver sempre avuto un rapporto di amicizia con Ranucci.«Ci vediamo quasi tutti i giorni, le nostre famiglie si frequentano e spesso ceniamo insieme», avrebbe dichiarato agli inquirenti, escludendo qualsiasi contrasto personale o professionale che possa aver giustificato un gesto così grave.Il movente resta da chiarireGli investigatori stanno verificando se l’attentato possa essere collegato all’attività giornalistica di Report, ma al momento questa pista sembrerebbe perdere consistenza.Parallelamente, l’attenzione si concentra anche su alcune dichiarazioni rese dallo stesso Lavitola riguardo a un presunto progetto politico che avrebbe coinvolto Ranucci. L’imprenditore ha parlato di sondaggi che avrebbero prospettato una possibile candidatura del giornalista nell’area del centrosinistra, definendo i risultati “incredibili”.Si tratta, allo stato attuale, di elementi ancora tutti da verificare e sui quali gli investigatori stanno cercando eventuali riscontri oggettivi.Il caso arriva in Commissione di Vigilanza RaiL’inchiesta ha inevitabilmente avuto ripercussioni anche sul piano politico. Alcuni componenti della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, appartenenti a Fratelli d’Italia, hanno chiesto chiarimenti sui rapporti tra Lavitola e il conduttore di Report.Secondo i parlamentari, sarà necessario approfondire ogni aspetto della vicenda per comprendere se esistano elementi rilevanti sotto il profilo istituzionale e della gestione del servizio pubblico.Nel frattempo proseguono gli accertamenti sul ruolo di Gomes Clesio Tavares, collaboratore di Lavitola, che secondo gli investigatori avrebbe avuto contatti con il gruppo criminale ritenuto autore materiale dell’attentato. L’analisi del materiale sequestrato rappresenta ora uno dei passaggi centrali dell’inchiesta, destinata a chiarire sia il movente sia le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti.