Il Domani: Kyriakou valuta già di vendere il quotidiano Repubblica

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Ven, 10 Lug 2026Il gruppo Antenna potrebbe puntare esclusivamente sulle radio e cedere quegli asset non ritenuti redditizi, come la carta stampata.DiRedazioneCondividi l'articoloTheodore Kyriakou (Foto da video)L’addio di Mario Orfeo alla direzione di Repubblica, nonostante la recente conferma dell’editore Theodore Kyriakou, apre scenari ancora più incerti per il quotidiano che recentemente, come tutto il gruppo Gedi tranne La Stampa, dalla Exor della famiglia Agnelli-Elkann al gruppo greco Antenna.E in questa incertezza, come riporta Il Domani, starebbe maturando con crescente convinzione la volontà di Kyriakou di cedere Repubblica. Non è un mistero che l’acquisizione di Gedi in toto è stata propiziata soprattutto per aggiudicarsi quello che viene ritenuto veramente un business florido: le radio che il gruppo editoriale controlla.A parziale conferma che Repubblica non sia al centro dei piani di Antenna è la mancanza di un piano di rilancio definito per il quotidiano, una delle ragioni per le quali Orfeo ha poi deciso di dimettersi e accettare così la direzione del Quotidiano Nazionale, recentemente passato sotto il controllo di Leonardo Maria Del Vecchio e della sua LMDV Media. Anzi, come riporta Il Domani, sono previsti per Repubblica tagli e prepensionamenti, nonostante Gedi abbia parlato di «un piano di investimenti e crescita».L’addio di Orfeo ha scatenato come prima reazione la dichiarazione di uno stato di agitazione da parte della redazione, che rimane in attesa di capire l’evoluzione degli eventi. Gedi ha pubblicato una nota di rito: «Prendiamo atto della decisione di Mario Orfeo e desideriamo ringraziarlo per il lavoro svolto. La storia di Repubblica continua». Ma nei piani di Kyriakou, il quotidiano è destinato a staccarsi dagli asset che Antenna reputa redditizi, radio in particolare, procedendo in una sorta di gestione a doppio binario. Da un lato la “good company”, composta dalle radio e dal nascente canale televisivo all news, per cui l’obiettivo è quello di portare Enrico Mentana alla direzione.Dall’altra parte, sempre secondo Il Domani, ci sarebbe la tentazione di formare una sorta di “bad company”, una parte su cui puntare di meno, come la carta con Repubblica capofila. Il giornale continua a perdere: attualmente ha debiti in pancia pregressi per circa 120 milioni di euro. Le previsioni sono di una perdita di altri 30 milioni  per l’anno in corso. A fine 2026, insomma, sul groppone ci sarebbero 150-160 milioni  da caricarsi, a fronte di circa 200 milioni di fatturato annuo.Da qui nasce l’ipotesi di una cessione di Repubblica a un nuovo acquirente, con Antenna che non mettere nemmeno in cantiere un piano di rilancio. Ma dai vertici della società è stata ribadita, anche nelle ultime ore, la volontà di puntare sul giornale e consolidare la sua storia. E qui entra anche una prospettiva politica, visto che sembra che Kyriakou abbia promesso al suo amico Matteo Renzi di non modificare l’assetto della proprietà prima delle elezioni del 2027.In caso di vendita, inoltre, servirebbe l’interesse e la disponibilità di imprenditori per imbastire una trattativa: il primo nome che rimbalza è quello del già citato Del Vecchio. Uno degli eredi dell’impero EssilorLuxottica aveva provato a inserirsi nella trattativa per rilevare Gedi quando Elkann cercava l’accordo con Kyriakou per poi dirottare su QN e scegliere Orfeo come nuovo direttore editoriale.Inoltre, recentemente c’è stato da parte di Del Vecchio un nuovo tentativo con i greci per entrare nel deal di Repubblica, che non è andato a buon fine. Per questo si rafforza la possibile candidatura di Andrea Pignataro, il più ricco d’Italia, grazie a un impero costruito nel mondo dei software. L’altra strada porterebbe al gruppo Angelucci, oggi a capo del polo editoriale di destra, formato da Libero, il Giornale, il Tempo. Sarebbe una drastica sterzata a destra: il capostipite, Antonio Angelucci, è deputato della Lega. Un vero e proprio terremoto per la testata che da 50 anni rappresenta un punto di riferimento per il mondo progressista. Intanto a Repubblica si sta pensando a chi prenderà la carica di direttore. I nomi per sostituire Orfeo sono quelli di Marco Damilano e del direttore di Domani Emiliano Fittipaldi, oltre a figure già interne come Claudio Tito, Stefano Cappellini e Carlo Bonini.Developed by 3x1010