Ci sono giocatori che il mercato sposta prima ancora delle offerte. Manu Koné è entrato esattamente in quella zona lì: titolare nella Francia, protagonista al Mondiale, sempre più centrale nelle valutazioni della Roma e sempre meno semplice da portare via da Trigoria. A giugno il suo addio sembrava quasi una conseguenza naturale delle esigenze legate al fair play finanziario. Ora il quadro è cambiato: non perché la cessione sia impossibile, ma perché il prezzo sta salendo insieme alle sue prestazioni.Koné è ormai uno dei punti fermi del centrocampo francese. Non una soluzione d’emergenza nata dopo lo stop di Tchouameni, ma un giocatore considerato da Deschamps sullo stesso piano delle altre pedine principali nelle rotazioni della mediana. La Francia sta rispettando i pronostici al Mondiale e, dietro al reparto offensivo, c’è anche il lavoro del centrocampista romanista: duelli, contrasti, recuperi difensivi, copertura degli spazi e intensità. La partita contro il Marocco ha rafforzato ulteriormente la sua candidatura tra i protagonisti del torneo. Koné ha giocato la quarta gara da titolare nella competizione, risultando decisivo soprattutto nel lavoro senza palla. I numeri raccontano una prestazione di alto livello: 92% di passaggi completati e 100% di contrasti vinti. In coppia con Rabiot ha dato equilibrio a una Francia ricca di talento davanti, ma non sempre portata al sacrificio difensivo. Lo stesso Rabiot ha sintetizzato così la prova del centrocampo francese: “Io e Manu siamo stati devastanti, li abbiamo mangiati”.Gli elogi sono arrivati anche dalla stampa francese: L’Équipe ha parlato di una partita completa, sottolineando il dominio sugli avversari, mentre Le Parisien lo ha definito “onnipresente”. Una consacrazione mediatica che inevitabilmente pesa anche sul mercato, perché il Mondiale resta la vetrina più grande e Koné la sta sfruttando nel modo migliore. Per la Roma il tema è delicato. Il francese non è mai stato davvero fuori dal mercato, ma non è nemmeno un giocatore da sacrificare a cuor leggero. A giugno il suo nome era stato accostato soprattutto alla necessità di sistemare i conti. L’Inter aveva bussato a Trigoria già lo scorso anno, trovando però un muro. Prima del 30 giugno l’Atletico Madrid aveva presentato una proposta da 43 milioni complessivi tra parte fissa e bonus, ma a dire no era stato lo stesso calciatore. Dalla Premier League, invece, non sono ancora arrivate offerte vere e proprie. Il Manchester United ha chiesto informazioni, poi si è mosso su Ederson dell’Atalanta, che però non avrebbe superato le visite mediche. L’Arsenal segue Bruno Guimaraes, mentre il Chelsea viene indicato come possibile mina vagante: a fine Mondiale potrebbe salutare Enzo Fernandez, direzione Madrid da Mourinho, e da lì potrebbe partire la ricerca di un nuovo centrocampista.La posizione della Roma è diventata più rigida con il passare delle settimane. Tony D’Amico aveva già fatto sapere all’entourage del giocatore che da luglio in poi eventuali offerte sotto i 50 milioni non sarebbero state prese in considerazione. Ora, dopo il rendimento mostrato al Mondiale, la richiesta può salire di almeno una decina di milioni. Il principio dei Friedkin resta quello già emerso in altre situazioni: nessuno viene svenduto. Koné, dal canto suo, avrebbe il desiderio di tornare a Parigi, ma il Paris Saint-Germain non si è mai realmente affacciato, anche perché per caratteristiche non sarebbe considerato il profilo più adatto al gioco di Luis Enrique. In Italia, invece, nessun club sembra nelle condizioni di avvicinarsi alle valutazioni della Roma. La Premier League resta quindi il mercato più credibile in caso di proposta pesante.C’è poi il rapporto tecnico con Gasperini. Nel finale della scorsa stagione c’erano state alcune frizioni legate anche alla gestione dell’infortunio, e dentro la discussione romanista non sono mancati i dubbi: il fatto che non segni, l’idea che si fosse risparmiato per il Mondiale, la convinzione di qualcuno che sia più sostituibile di altri per caratteristiche. Una lunga fila di “però”, come spesso accade quando ci si prepara psicologicamente a perdere un giocatore forte. La sostanza, però, è un’altra. Koné è oggi uno dei pochi elementi della rosa giallorossa intorno ai quali si possono costruire valutazioni di mercato così alte. Non è inserito in una lista di incedibili, ma viene considerato un giocatore importante. La sua eventuale partenza sarebbe presa in considerazione soltanto davanti a una maxi-offerta e, probabilmente, come leva per finanziare un grande acquisto.LEGGI ANCHE – Garnacho vuole la Roma: sì totale ai giallorossi. Nodo formula: il Chelsea chiede un obbligo di riscattoNel frattempo il Mondiale può cambiare ancora il suo valore. Se la Francia dovesse arrivare fino in fondo, magari con Koné ancora protagonista, portarlo via da Trigoria diventerebbe più complicato e più costoso. La Roma sa di avere tra le mani un centrocampista che si sta prendendo la scena nel palcoscenico più prestigioso: da qui in avanti, chi lo vuole dovrà presentarsi con argomenti molto concreti.FONTI: Corriere della Sera, Il Messaggero, Il TempoL'articolo Koné si prende il Mondiale: la Roma alza il prezzo sopra i 60 milioni proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.