AGI - Chi pensava che ridurre al minimo la sessione di lavoro del vertice Nato avrebbe contenuto Donald Trump, limitandone dichiarazioni e colpi di scena e forse scongiurando il rischio di un summit difficile, ha ancora una volta sottovalutato il presidente americano. A Trump sono bastati una trentina di minuti, durante la visita al padrone di casa Recep Tayyip Erdogan, per rimettere tutto sul tavolo. Ha ribadito la sua delusione nei confronti della Nato, sostenendo che senza Erdogan probabilmente non avrebbe nemmeno partecipato al vertice.Ha accusato Italia, Francia e Germania di averlo "voltate le spalle" quando chiese il loro sostegno nella crisi con l'Iran, è tornato a rivendicare il controllo della Groenlandia, ha evocato nuovamente la possibilità di ritirare i soldati americani dall'Europa e ha confermato che il rapporto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non è più quello di un tempo. Nelle sue parole, però, si è intravista anche un'apertura. "È una brava persona, mi piace, ma ha sbagliato a rifiutare di aiutarci sull'Iran", ha detto il presidente americano, lasciando intendere che un riavvicinamento non è escluso.Meloni a cena con Trump: "Rapporti cordiali"Da Palazzo Chigi, dopo aver scelto di non commentare il meme con cui Trump aveva ironizzato sulla premier ("serve un ordine restrittivo"), non sono arrivate reazioni nemmeno alle parole distensive del presidente americano. Meloni è arrivata alla cena dei leader con qualche minuto di ritardo ed è stata accolta dal vicepresidente turco Cevdet Yilmaz, mentre gli altri capi di Stato e di governo avevano ricevuto il benvenuto da Erdogan e dalla moglie Emine. Una volta a tavola, però, la premier si è ritrovata al centro del tavolo principale, seduta accanto a Keir Starmer, Mark Rutte, Friedrich Merz e sua moglie Charlotte, Emmanuel Macron e Brigitte, Erdogan e lo stesso Trump, A fine cena, ai giornalisti che le chiedevano se ci fosse stato qualche chiarimento con il presidente americano, si è limitata a dire: "Rapporti cordiali".Tajani: "Rapporti con gli Usa sono solidi"Più tardi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito al termine della cena con i suoi omologhi della Nato al vertice che con il segretario di Stato americano Marco Rubio "c'è' sempre stato un ottimo rapporto". A margine della cena ha raccontato ai giornalisti: "Abbiamo parlato della situazione internazionale, del Medio Oriente, dell'Ucraina. Lavoriamo per la pace, speriamo che si possa trovare una situazione di pace tra Libano e Israele. Non è facile", ha evidenziato il titolare della Farnesina. I rapporti con gli Stati Uniti "sono solidi, al di là delle battute e delle dichiarazioni. Quindi con il segretario di Stato sono sempre stati eccellenti, come lo sono con l'ambasciatore a Roma. Non possiamo dire che non siano eccellenti. Lo si è visto anche in occasione della festa dell'Indipendenza, e anche con Rubio non c'erano mai stati screzi. Noi siamo noi, loro sono loro, parte di un'alleanza politica che fondamentale. Quindi noi lavoriamo per quello e i rapporti sono solidi e cordiali, indipendentemente poi da alcune battute", ha aggiunto Tajani. L'accoglienza preparata da Erdogan per Trump Per il presidente americano, Erdogan aveva preparato un'accoglienza in perfetto stile imperiale. Cavalieri, guardie d'onore, guerrieri ottomani in armatura e una cerimonia curata nei minimi dettagli hanno accompagnato l'arrivo del nuovo Air Force One ad Ankara. Il leader turco conosce bene il gusto di Trump per le grandi scenografie e ha trasformato il protocollo in uno strumento di diplomazia personale. Una strategia che sembra aver dato i suoi frutti. "Lei è un grande leader e abbiamo un rapporto molto speciale", ha detto Trump prima del bilaterale. Il presidente americano ha poi aperto alla possibilità di autorizzare la vendita degli F-35 alla Turchia e di revocare le sanzioni statunitensi contro Ankara, definendo Erdogan "un amico" che "si è dimostrato più leale di molti alleati tradizionali". Gli investimenti nella difesaIntanto gli alleati continuano a moltiplicare gli sforzi per convincere Trump che l'Europa sta davvero aumentando il proprio contributo alla difesa comune. Al Forum dell'industria della difesa sono stati annunciati nuovi contratti militari per almeno 50 miliardi di dollari, mentre il segretario generale Mark Rutte ha parlato di investimenti destinati a rafforzare la sicurezza dell'Alleanza, sostenere l'industria della difesa e creare centinaia di migliaia di posti di lavoro. Secondo gli ultimi dati della Nato, nel 2026 la spesa militare complessiva di Europa e Canada raggiungerà i 634 miliardi di dollari, con un aumento dell'11% rispetto all'anno precedente. Il vertice e il sostegno all'UcrainaOggi il vertice entrerà nel vivo con la riunione del Consiglio Atlantico. Trump vedrà anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, mentre gli alleati europei e il Canada si preparano ad annunciare un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev da 70 miliardi di euro l'anno per il 2026 e il 2027. Zelensky, dal canto suo, ha rilanciato la candidatura dell'Ucraina alla Nato e ha chiesto agli alleati un rafforzamento urgente della difesa aerea, in particolare con nuovi sistemi Patriot.