Da decenni ci raccontano sempre la stessa storia: il pensionato raggirato, l’anziana convinta a consegnare i gioielli, il piccolo risparmiatore alleggerito del conto corrente. Una monotonia quasi offensiva. Possibile che nessuno abbia mai pensato ai ricchi? È ora di riequilibrare il mercato delle truffe.Immaginate un call center che telefoni a un miliardario. «Buongiorno, siamo della Banca Centrale. Abbiamo notato che nel suo caveau ci sono troppi milioni. Rischiano di svalutarsi e prendere polvere. Per motivi di sicurezza le chiediamo di trasferirli immediatamente sul conto del signor Mario Rossi». Silenzio. «Pronto?» «Sì… ma quale Mario Rossi?». «Quello che paga ancora il mutuo». Naturalmente il miliardario riattacca. Missione fallita.Secondo tentativo. Telefonata alla più grande banca del Paese.«Buongiorno, abbiamo rilevato un’anomalia nei vostri utili. Sono eccessivamente elevati. Per evitare squilibri sociali dovreste bonificare una parte ai correntisti». Segue una fragorosa risata. Poi la linea cade.Terzo tentativo. Email apparentemente impeccabile all’ufficio che gestisce i soldi di una famiglia molto ricca con smisurato patrimonio. Oggetto: Aggiornamento urgente normativa fiscale internazionale. «Gentile cliente, a seguito delle nuove direttive europee sulla trasparenza patrimoniale, è necessario verificare entro 24 ore la posizione dei suoi investimenti e conti all’estero. La invitiamo ad accedere al portale sicuro tramite il link sottostante per evitare il blocco temporaneo dei fondi». Il link è perfetto. Il logo pure. La firma sembra quella del consulente di fiducia.Peccato che, prima ancora di cliccare, l’email venga analizzata da tre sistemi di sicurezza, inoltrata a un team legale e archiviata come tentativo di phishing con tanto di segnalazione alle autorità.Nemmeno i patrimoni più sofisticati, però, sono così ingenui.E allora qual è il vero segreto per truffare ricconi, banche e patrimoni giganteschi senza finire in galera?Semplicissimo. Non ci si prova nemmeno. Perché le grandi ricchezze sono circondate da avvocati, fiscalisti, consulenti, revisori, guardie giurate, algoritmi, assicurazioni, telecamere, codici, firme digitali, autenticazioni biometriche e perfino dal cane del custode, che probabilmente ha più controlli di sicurezza di un aeroporto internazionale.Provate invece a chiedere a un pensionato di cliccare sul link sbagliato e, purtroppo, qualcuno ci casca ancora. Ed è proprio questa la parte meno divertente. Forse il problema non è che i ricchi siano troppo protetti. È che i più deboli lo siano troppo poco.Per questo il titolo di questo articolo è volutamente ingannevole.Il vero manuale per truffare i miliardari non esiste. Quello per difendere gli anziani, invece, dovrebbe essere distribuito gratuitamente in ogni banca, ufficio postale e municipio, magari accanto ai moduli per il bonifico e alle caramelle alla menta.Perché il giorno in cui qualcuno riuscirà davvero a convincere una banca a regalare soldi ai cittadini sarà certamente una notizia da prima pagina, probabilmente accompagnata da un meteorite che cade su Wall Street e da un unicorno che apre un conto corrente.Ma fino ad allora, l’unica truffa che vale la pena organizzare è quella ai danni dell’indifferenza. E, quella sì, sarebbe un colpo da maestri. Un colpo talmente perfetto che, per una volta, nessuno ci rimetterebbe… tranne la cattiva abitudine di voltarsi dall’altra parte. (Pier Francesco Corso)