Tra le macerie di Gaza c’è chi prova a ricostruire non solo edifici, ma anche simboli di fede e memoria. Nel campo profughi di Shati, a Gaza City, il settantunenne Jameel Miqdad trascorre le sue giornate restaurando copie danneggiate del Corano recuperate tra i resti di case e moschee distrutte. Seduto nel suo laboratorio improvvisato, Miqdad lavora una pagina alla volta: usa colla, cartone e filo per ricomporre i volumi che gli abitanti del campo gli consegnano dopo averli ritrovati sotto le macerie. L’uomo ha iniziato questa attività all’inizio del 2025, quando è tornato a casa e ha scoperto che la sua libreria e la sua tipografia erano state distrutte da un incendio. Da allora ha trasformato il restauro dei testi sacri in una missione quotidiana.Secondo il Ministero dei Beni e degli Affari Religiosi di Gaza, negli attacchi di Israele sono state distrutte o danneggiate 1.150 delle 1.244 moschee della Striscia. Oltre 900 sarebbero state completamente rase al suolo. Le difficoltà non mancano. Le restrizioni sulle merci in ingresso rendono complicato reperire i materiali necessari per il restauro. E quando colla, cartone e filo si trovano, i prezzi sono molto più alti rispetto a quelli precedenti al conflitto.{"@context": "http://schema.org","@type": "VideoObject","name": "Gaza, restaura i Corani recuperati dalle macerie: la missione di Jameel nel campo profughi di Shati","description": "Gaza, restaura i Corani recuperati dalle macerie: la missione di Jameel nel campo profughi di Shati","thumbnailUrl": "https://img.lapresse.it/2026/07/12/11c0a8ba4b2799e14883a2c3fa51c8fd.jpg","uploadDate": "2026-07-12T16:37:01+02:00","contentUrl": "https://videolapresse-meride-tv.akamaized.net/exposed/folder29/1783864331_034b7d8b42cf17154edb8b412e633ead_lapresse_hd.mp4"}Questo articolo Gaza, restaura i Corani recuperati dalle macerie: la missione di Jameel nel campo profughi di Shati proviene da LaPresse