L’Unione Europea non si fida di AdF e meno ancora di Vannacci, ne subodora infiltrazioni, sovvenzioni putiniane: tutto si può sospettare delle destre e ultradestre europee, ma il pulpito della cosca bruxellese non ha parvenza di fondamento essendo al di sotto di ogni sospetto, i suoi mammasantissima sono imbarazzanti e spesso impresentabili, scarti delle politiche nazionali parcheggiati nei falansteri, il loro vertice, una finta Baronessa dei vaccini e affari misteriosi, è una che autorizza l’aria condizionata dall’ottavo piano in su proibendola agli inferiori, alle plebi amministrate, una che in un mondo appena più decente di questo starebbe a ben altro fresco. Naturalmente nei castelli delle streghe e delle illegalità tutto ha da essere motivato secondo legalismo formale: “Il Parlamento ha deciso, con 414 voti favorevoli, 224 contrari e 18 astensioni, di chiedere all’Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee (APPF) di verificare se il partito politico Europe of Sovereign Nations (ESN) rispetti le condizioni per la registrazione e il finanziamento previste dal regolamento sullo statuto e sul finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee”.Siccome questi non è che non abbiano niente da nascondere: hanno tutto da nascondere, “il voto si è tenuto a scrutinio segreto”. La UE delle dodicimilacinquecento lobby, delle infiltrazioni sorosiane, delle corruzioni quatarine o cinesi soffocate o congelate, per cui un augusto esponente mi diceva “non c’è neanche bisogno di offrirsi, i soldi arrivano da soli”, non ha titolo e non ha urgenza di stabilire la tenuta democratica del parà Vannacci: tutto quello che le preme è mantenersi come sistema, rigettare le possibili schegge impazzite e arginare l’effetto domino. Fateci caso: una come Ilaria Salis, che teoricamente sarebbe all’avanguardia dei movimenti sovversivi e anticapitalisti, non attacca mai, neppure indirettamente, la struttura in cui prospera, quel curioso ibrido di liberismo finanziario immerso nel dirigismo statalista dei falsi valori, lei come le Carola, come le Manon Aubry nell’ambiguità truffaldina ci si trovano come i sorci nel formaggio, ne sfruttano le rendite di posizione che conseguono da un sistema, più che trasversale, condiviso in cui l’unico valore è durare nel segno dell’affarismo di potere. A che servono i regolamenti europei? A veicolare i business articolati nella ragnatela lobbistica in una perenne distruzione non creatrice come per l’invasione organizzata, la scristianizzazione, la disumanizzazione, la distruzione industriale, la grande truffa delle rinnovabili, la pandemia circolare, la repressione sanitaria.Non vogliono intrusioni e la buttano sul moralismo kantiano: “L’autorità indipendente procederà a verificare se ESN (la Sovranità Nazionale di Vannacci) rispetti i valori fondamentali dell’UE, quali la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, requisito necessario per la registrazione come partito politico europeo, conformemente alla procedura prevista dall’articolo 13 del regolamento. Il controllo democratico costituisce un elemento essenziale della procedura: un’eventuale futura decisione di cancellare un partito dal registro può entrare in vigore solo in assenza di obiezioni da parte del Parlamento o del Consiglio”. La paccottiglia retorica della UE è paccottiglia totalitaria, la cara Unione ha cura di introdurre il reato di pensiero per tutto: negazionista chi nega la sacralità del vaccino, i cambiamenti climatici, la percezione di genere. Dogmatismo e fanatismo stritolano mezzo miliardo di cittadini senza cittadinanza, vessati dall’ambientalismo tossico che non è solo una colossale balla, è il disastro immane di cui parlano Franco Battaglia, Franco Prodi, Alberto Prestininzi ed altri puntualmente insolentiti da quattro “divulgatori” parassitari o invasate in fama di attiviste. L’idea di Bruxelles di imporre l’ennesima stretta sulle polveri sottili entro il 2030 è, né più né meno, la condanna a morte dell’Italia dalla pianura padana, qualcosa di irragionevole e di insostenibile. Ma che ci può essere di ragionevole se i comandamenti che ispirano questa UE da prima ancora che nascesse sono: “l’Europa è fondata sulle crisi”, come ebbe a dire l’allora cancelliere Schmidt, concetto ridefinito 50 anni dopo da Von der Leyen con la “permacrisi”, crisi permanente? Inoltre, “esiste una sola realtà ed è la nostra”, parola dell’ex capo del WEF, Schwab, travolto da scandali finanziari e sessuali, nonché il “piegare l’arco della storia nella giusta direzione” dell’inaffondabile Soros.Vigilare sulla tenuta democratica di partiti e movimenti risuona come cosa meritoria e perfino doverosa, ma a incaricarsene può mai essere una cosca di burocrati autoreferenziali, istituzionalmente irresponsabili? Può la democrazia essere amministrata, imposta secondo le logiche antidemocratiche di chi stabilisce che la democrazia ha un solo colore, un solo valore, una sola narrazione?Max Del Papa, 7 luglio 2026L'articolo I mammasantissima Ue hanno poco da dare lezioni a Vannacci proviene da Nicolaporro.it.