Br: omicidio D'Alfonso, 6 anni a Azzolini; prescrizione per Curcio e Moretti

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AGI - Sei anni di carcere in continuazione con un'altra condanna per Lauro Azzolini e prescrizione per Renato Curcio e Mario Moretti. È la sentenza pronunciata dai giudici di Alessandria nei confronti dei tre imputati per l'omicidio del carabiniere Giovanni D'Alfonso ucciso il 5 giugno 1975 durante il blitz per la liberazione dell'imprenditore Vittorio Vallarino Gancia.La prescrizione, secondo quanto riferito da fonti legali, si spiega col fatto che agli ex capi delle Br è stato riconosciuto il 'concorso anomalo' nel reato di omicidio commesso da Azzolini che si realizza quando si verifica un evento peggiore di quello voluto dal concorrente, in questo caso da Moretti e Curcio. In sostanza, i due non avrebbero voluto che il sequestro di Gancia finisse con l'uccisione del carabiniere D'Alfonso.La responsabilità degli ex capi delle BrIl tema è stato al centro del dibattimento con l'accusa che ha sostenuto che, pur non essendo presenti al conflitto a fuoco, Curcio e Moretti sarebbero stati responsabili. Quanto ad Azzolini, chiarisce il suo legale Davide Steccanella, la condanna a sei anni è in continuazione con quella all'ergastolo per la strage di via Fani.Legale famiglia D'Alfonso: verità accertata"La verità è stata accertata, la sentenza, dopo 50 anni, era quella umanamente esigibile". È il commento all'AGI dell'avvocato Nicola Brigida al verdetto nel processo sulla sparatoria alla cascina Spiotta in cui ha rappresentato, assieme al collega ed ex magistrato Guido Salvini, i familiari di Giovanni D'Alfonso, parti civili. "Se mai Azzolini dovesse versare un risarcimento - aggiunge Salvini - vorremmo che i soldi andassero a un'associazione di orfani, come lo sono stati i figli di D'Alfonso".