C’è un problema di sanità, a Milano. Sanità mentale, per la precisione. E’ una emergenza grave, e troppo sottovalutata. E’ una emergenza che ha delle conseguenze spaventose. Ci sono quelle silenziose: le depressioni, i suicidi, l’assunzione compulsiva di alcol e droga. C’è lo sbandamento di una intera generazione, quella dei nostri figli, incerti di fronte al destino come ognuno di noi, ma con meno strumenti per affrontarlo perché le decisioni non sono una foto da postare su Instagram. Forse, con meno coraggio. Ma sono fiducioso perché anche di noi dicevano che avevamo meno coraggio dei nostri genitori, e in fondo i nati negli anni 80 si sono visti un reattore nucleare saltare in aria, due guerre del golfo, una infinità di conflitti israelo-palestinesi, un conflitto non solo in Europa, ma a due passi da noi, le torri gemelle, la più grande crisi economica dal 1929, una pandemia, e svariate altre cose che taglio perché l’elenco sarebbe troppo lungo. Dicevano che eravamo molli, e non lo siamo stati. Diciamo che sono molli i nostri figli, e sono fiducioso che non lo saranno.Fin qui, emergenza importantissima e su cui lavorare, anche in termini di sanità pubblica. Perché la prevenzione è anche tutto questo. C’è poi un’altra emergenza, che è quella dei matti. Intendiamoci: i matti ci sono sempre stati. Ma la pazzia è frutto del disagio, dell’asocialità, della mancanza di una normalità. Non sempre, ma spesso. Questi pazzi che accoltellano a caso, si lanciano sulla folla, prendono a sprangate, a pugni, a schiaffi. Questi pazzi sono sicuramente radicalizzati, ma non si radicalizza uno normale, che abbia una famiglia, dei figli a cui pensare. Uno che ha molto da perdere non si radicalizza. Si radicalizza chi non ha nessuno. Chi arriva con un barcone, irregolare, senza lavoro e senza famiglia, senza prospettive, si può radicalizzare. Si riempie di rabbia, si riempie di alcol, si riempie di violenza, può riempire di coltellate o semplici molestie. Non è sempre così, è una opzione. Ma è una opzione terrificante. Quando si parla di immigrazione irregolare bisogna tenere in conto quali possano essere le conseguenze. Ultima cosa, da non sottovalutare: quando parlo di pazzia non ne faccio una attenuante per coltellate o altri atteggiamenti che turbino o danneggino la società. Ne faccio una emergenza di tipo sanitario, oltre che sociale e di sicurezza.L'articolo A Milano c’è un problema di sanità mentale proviene da Nicolaporro.it.