«Mi ha rovinato la vita», parla la 22enne sfregiata in metro a Milano: «Come uscirò di casa con questa faccia?»

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«Mi ha rovinato la vita. Come uscirò di casa con questa faccia? Come posso lavorare?». A parlare è la 22enne sfregiata con un coltello a Milano. La ragazza si trovava sulla banchina della fermata della metro Duomo quando Mohammed Saidi, un 27enne algerino, ora in carcere, ha iniziato a insultarla per poi aggredirla solo perché lo aveva «guardato». «Mi fa tutto malissimo», dice in un’intervista al Corriere della Sera. «È tutto per colpa di quello». Gli investigatori parlano di «violenza inaudita che ha leso anche la dignità» della vittima, mentre i medici hanno confermato che la cicatrice potrebbe non «scomparire più dal volto».La ricostruzione dell’aggressioneSecondo il racconto, la 22enne aveva «finito di lavorare», quando – dopo un giro in Duomo insieme a un’amica – «siamo scese in metro per andare verso la stazione Centrale – racconta -. A un certo punto è arrivato lui. Mi ha chiesto con rabbia: “Che ca… guardi”. Io gli ho risposto che non lo stavo guardando. Ha iniziato a insultarmi, a spingermi, a darmi della pu…, poi mi ha tirato un pugno in faccia. Quando ho detto che avrei chiamato la polizia, ha preso il coltello e mi ha fatto questo. Dio mio, perché?», si chiede. La storia della vittima: «Fino a un anno fa dormivo in strada»La giovane, che ha lasciato la sua famiglia a Meknes, in Marocco, è arrivata in Italia tre anni fa. «Per lavorare – dice -, mantenermi e inviare i soldi in più che riesco a guadagnare a mia madre, che non sta bene. Qui in Italia non avevo nessuno che mi potesse aiutare. E neppure un posto dove passare la notte: fino a un anno fa dormivo in strada. Ho fatto tanti lavori: la barista, le pulizie, la badante, la parrucchiera. Ora vivo in via Padova: 400 euro per un posto letto. Adesso come farò a pagare l’affitto? Come farò a mandare soldi a mia mamma, che ha problemi al cuore?», conclude.La convalida dell’arresto per sfregio permanenteIeri, sabato 11 luglio, il gip ha convalidato l’arresto nei confronti dell’aggressore, disponendo la misura cautelare in carcere con l’accusa di sfregio permanente al viso, riconoscendo l’aggravante «dei futili motivi» e «l’evidente pericolosità sociale». Nel provvedimento il giudice ha evidenziato che Saidi ha mostrato una «totale incapacità di controllo e spregiudicatezza di azione» contro «una donna inerme» infliggendole una ferita dal naso al collo senza che lei avesse nemmeno provato a reagire, anche dopo essere stata insultata. La colluttazione, infatti, sarebbe stata prodotta dal disperato tentativo di lei di opporsi alla sua rabbia cieca.La versione dell’aggressore: «Si è ferita da sola»L’uomo, interrogato sabato nel carcere di San Vittore, ha dato la sua versione dei fatti. Racconto che è stato giudicato poco credibile, se non del tutto inverosimile. Il 27enne – che è accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale – ha avuto infatti un atteggiamento ostile mostrandosi arrabbiato e cercando di ribaltare la ricostruzione dei fatti fin qui emersa. Al gip avrebbe negato anche di aver avuto con sé alcun coltello, spiegando che la ragazza si è ferita da sola con la fibbia metallica della borsetta durante la colluttazione. «Ha raccontato la sua versione – ha detto laconicamente la sua legale, l’avvocata Mara Bracco, raggiunta telefonicamente dall’Ansa. – poi probabilmente ci saranno ulteriori indagini». L’uomo, che ha chiesto di essere rimpatriato, resta a San Vittore. Come esigenze cautelari gli vengono contestati i pericoli di reiterazione del reato e di fuga. Foto copertina: ANSA | Saidi Mohammed il 27enne algerino arrestato a Milano per aver sfregiato una ragazza alla fermata della metro Duomo di Milano il 9 luglio 2026L'articolo «Mi ha rovinato la vita», parla la 22enne sfregiata in metro a Milano: «Come uscirò di casa con questa faccia?» proviene da Open.