Sale nuovamente la tensione nello Stretto di Hormuz. Teheran ha annunciato la chiusura del passaggio marittimo «fino a nuovo avviso», nonostante la sua riapertura fosse uno dei punti previsti dal Memorandum of Understanding firmato lo scorso giugno. Poco prima dell’annuncio, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha colpito con un missile la nave mercantile M/V Gfs Galaxy, una portacontainer battente bandiera cipriota che stava tentando di attraversare lo Stretto. In risposta, gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di raid contro obiettivi iraniani. Secondo Axios, gli attacchi hanno preso di mira «radar di sorveglianza aerea e marittima, depositi di missili e droni, siti di lancio e batterie missilistiche terra-aria».Sotto attacco Emirati Arabi, Bahrein e QatarL’escalation si è rapidamente estesa al resto del Golfo. Gli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da un attacco missilistico iraniano, il Bahrein ha attivato le sirene antiaeree, mentre in Qatar sono state segnalate esplosioni nella capitale Doha. Le autorità locali – scrive il New York Times – riferiscono che gli attacchi sono arrivati poche ore dopo i raid statunitensi contro l’Iran.La vendetta di KhameneiGli sviluppi seguono il messaggio diffuso il giorno precedente da Mojtaba Khamenei, che aveva giurato vendetta per la morte del padre, l’ayatollah Ali Khamenei. «È un desiderio della nostra nazione e deve certamente essere compiuto», aveva dichiarato. Pur senza citare esplicitamente alcun nome, tra i ritenuti responsabili dell’uccisione della Guida Suprema figurerebbero il presidente statunitense Donald Trump, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Il quotidiano iraniano Hamshahri ha pubblicato un’immagine che ritrae tredici presunti responsabili della morte dell’ayatollah in uniforme arancione da detenuti. Tra gli esponenti americani compaiono, oltre a Trump, anche il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth.«Mille missili sono pronti al lancio e puntati contro la Repubblica Islamica dell’Iran se sarò ucciso», aveva dichiarato Trump, aggiungendo che «gli ordini sono già stati impartiti e l’esercito è pronto a distruggere completamente tutte le aree dell’Iran». Il messaggio è stato pubblicato sul social Truth, dove il presidente sostiene da giorni di essere il principale obiettivo di Teheran, ben prima dell’allarme lanciato da Israele su un presunto piano iraniano per assassinarlo.Il negoziato di paceSul fronte diplomatico, il percorso verso un accordo di pace resta in stallo dopo gli ultimi attacchi. Dopo una missione a Teheran, i funzionari del Qatar si sono recati a Muscat per nuovi colloqui tra Iran e Oman, nel tentativo di favorire una de-escalation che, al momento, appare ancora lontana. Presente il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Doveva esserci anche una delegazione statunitense ma all’ultimo momento, sottolinea Cbs, avrebbe dato forfait. Nella notte, prima dell’annuncio della chiusura di Hormuz, erano emerse le prime indiscrezioni dai colloqui. Secondo Cnn, l’Oman aveva proposto di dividere lo Stretto in due corridoi: quello nelle acque omanite con libera navigazione, quello nelle acque iraniane accessibile solo previa autorizzazione di Teheran. L’intesa, che secondo Axios i negoziatori iraniani erano pronti a sottoporre alla leadership, non prevedeva alcun pedaggio.L'articolo Missili iraniani contro due navi, Teheran: «Chiuso lo Stretto di Hormuz». Nuovi raid Usa. Sotto attacco Emirati Arabi, Bahrein e Qatar – La diretta proviene da Open.