Il Piombo di Magliano torna a casa dopo 140 anni, perché l'incisione etrusca è così importante?

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AGI - Dopo oltre 140 anni, il Piombo di Magliano, una delle più importanti e complesse iscrizioni della civiltà etrusca, torna nel luogo del suo ritrovamento. Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, in collaborazione con il Comune di Magliano in Toscana, inaugurerà sabato 11 luglio alle 18.30, al Museo Archeologico di Magliano in Toscana, la mostra "Il Piombo di Magliano. Nel labirinto della lingua etrusca", visitabile gratuitamente fino all'11 ottobre.L'iniziativa rappresenta un momento di grande valore simbolico: il Museo Archeologico Nazionale di Firenze esce dalle proprie mura e rafforza il proprio ruolo di museo del territorio, riportando temporaneamente nelle comunità di origine uno dei reperti più rappresentativi delle proprie collezioni.La scopertaIl Piombo di Magliano fu scoperto casualmente nel 1882 durante alcuni lavori agricoli. I fratelli Busatti, proprietari del terreno e consapevoli dell'eccezionale valore del reperto, decisero di venderlo al Regio Museo Archeologico di Firenze per la somma di mille lire, affinché fosse custodito in una grande istituzione museale a vantaggio della ricerca scientifica. Da allora il reperto è sempre rimasto a Firenze.Oggi, grazie alla collaborazione tra il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e l'Amministrazione comunale di Magliano in Toscana, la popolazione locale ritrova uno dei simboli più significativi delle proprie radici, testimonianza di un passato etrusco mai dimenticato e ormai entrato nella memoria collettiva del territorio. Il Piombo di Magliano è un disco di metallo inciso su entrambe le facce, con due lunghe iscrizioni etrusche disposte a spirale che registrano una serie di riti dedicati alle divinità etrusche dell'Aldilà. Databile alla metà del V secolo a.C., è la quinta iscrizione etrusca per lunghezza finora conosciuta, dopo il Libro di lino della Mummia di Zagabria, la Tegola di Capua, la Tavola di Cortona e il Cippo di Perugia.L'iscrizione rappresenta una testimonianza eccezionale della cultura e della religione etrusca e del ruolo centrale che la scrittura ebbe in questa civiltà, contribuendo alla nascita dell'alfabeto latino utilizzato ancora oggi."Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze - commenta Daniele Maras, direttore del museo fiorentino e curatore della mostra - continua a svolgere la sua funzione di polo culturale del territorio. Questa nuova esposizione fa seguito a quelle di Vetulonia, Arezzo, Rosignano Marittimo e Bibbona, allestite negli ultimi due anni nel desiderio di riunire gli odierni abitanti dei luoghi etruschi attorno alle nostre collezioni, attraverso oggetti dal forte valore identitario, che rafforzano così la propria relazione con le persone".La mostraL'allestimento della mostra, progettato dallo studio fiorentino De Ferrari+Modesti, rinnova in modo permanente le sale del Museo Archeologico di Magliano in Toscana, introducendo una nuova sezione dedicata alla lingua e alla scrittura etrusca che, al termine dell'esposizione, continuerà ad arricchire il percorso di visita. Il Piombo di Magliano è stato inoltre sottoposto a una scansione laser e continuerà a essere presente nel museo anche dopo il rientro dell'originale a Firenze, grazie a una stampa 3D e a un elaborato video realizzati dall'Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR. La mostra è realizzata anche grazie al contributo della Fondazione Cassa Risparmio di Firenze, concesso nell'ambito del bando attività culturali 2026.