Attacchi Usa in Iran, la guerra minaccia ancora Hormuz. Teheran risponde con droni e missili: «Lo stretto apre solo con nostro accordo» – La diretta

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Per la seconda notte consecutiva le forze Usa hanno bombardato obiettivi iraniani nello Stretto di Hormuz. Già nella notte precedente, il Pentagono aveva colpito circa ottanta bersagli, tra sistemi di difesa aerea, reti di comando e oltre 60 imbarcazioni dei pasdaran, come reazione agli assalti contro tre navi mercantili attribuiti a Teheran. La ritorsione iraniana avrebbe centrato 85 installazioni Usa tra Bahrein e Kuwait, con l’abbattimento di un drone MQ-9; uccisi almeno otto soldati iraniani, mentre il Comando centrale Usa sostiene che i lanci di Teheran siano stati intercettati o innocui. E il copione nell’ultima notte non è cambiato. Altre esplosioni sono state sentite nelle località iraniane di Bandar Abbas e Sirik. Donald Trump, dal summit Nato di Ankara, ha detto lapidario che «la tregua è finita», definendo gli iraniani «feccia» e minacciando di colpirli «dieci volte più duramente». Il ministro Abbas Araghchi ha risposto che l’Iran non replica alla volgarità con altra volgarità, ma con i fatti. Da Teheran arrivano anche l’avvertimento del presidente del parlamento Qalibaf, secondo cui «l’era del bullismo è finita», e la minaccia sull’isola di Kharg lanciata da Ebrahim Rezaei. Sul fronte diplomatico, il segretario Nato Mark Rutte ha difeso i raid Usa come risposta a una tregua violata, mentre l’Onu, con António Guterres, e il Pakistan mediatore chiedono moderazione.L'articolo Attacchi Usa in Iran, la guerra minaccia ancora Hormuz. Teheran risponde con droni e missili: «Lo stretto apre solo con nostro accordo» – La diretta proviene da Open.