Depistaggi, lettere anonime e deputati. Cosa c’è dietro l’attentato a Sigfrido Ranucci? Una storia che si colora di mistero. La Procura dice: “Guardiamo in tutte le direzioni”. Ecco che quel “tutte le direzioni” diventa materia (preziosa) per spifferi e gossip di Palazzo. E se fosse…..Mezze frasi e allusioni accompagnano la storia della bomba a Ranucci. Sorprende l’indagine contro Walter Lavitola, amico di Ranucci e compagno di cene. Che interesse avrebbe avuto Lavitola a piazzare una bomba contro Ranucci? Lui, l’ex faccendiere riabilitato dopo anni di carcere grazie alla ristorazione, non è mai stato sfiorato dalle inchieste giornalistiche di Report. E poi quei 4 arresti nella sperduta provincia di Avellino. Bassa manovalanza.E ancora due misteri: le due lettere anonime recapitate alla Procura di Roma sui mandanti dell’attentato. La prima porta a un clan della provincia di Napoli, i cui componenti sono orami tutti in carcere. L’altra mette in mezzo un deputato di Fratelli d’Italia. Due operazioni di depistaggio. Fatte da chi? E perché?Pasquale Napolitano, 7 Luglio 2026Leggi anche:Ranucci, indagato Lavitola: “È mio amico, non capisco”L'articolo “E se fosse…”. Ranucci, allusioni e depistaggi. E quell’avvertimento della Procura che apre scenari clamorosi… proviene da Nicolaporro.it.