Una ‘superpotenza’ pronta a insidiare il primato della K-beauty: l’Italia della cosmetica, forte di un fatturato record da 18 miliardi di euro, guarda al futuro e ha bene in mente le leve per crescere. D’altra parte si tratta di “un’eccellenza del Made in Italy, una delle nostre filiere più dinamiche e innovative, che sa coniugare al meglio creatività, qualità e affidabilità”, come ha sottolineato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel videomessaggio che ha aperto l’Assemblea pubblica di Cosmetica Italia a Roma. Un appuntamento in cui la bellezza prende forma, con l’aiuto di numeri importanti.Il settore “gode di buona salute e continua a investire in innovazione: la cosmetica investe circa il 6% del proprio fatturato in R&D, il doppio della manifattura italiana”, rivendica con un pizzico di orgoglio Benedetto Lavino, presidente di Cosmetica Italia, parlando con LaSalute di LaPresse. Un settore che, per dirlo con le parole di Meloni, “continua a macinare risultati”. Tutii i numeri della cosmetica Made in ItalyL’Osservatorio 2026 realizzato da TEHA – The European House Ambrosetti in collaborazione con Cosmetica Italia delinea una crescita media annua del 6,1% nell’ultimo decennio, pari ad oltre sei volte quella del Pil italiano. Allargando lo sguardo all’intera filiera – includendo quindi sia le attività a monte come packaging, macchinari e materie prime, sia i canali distributivi a valle – il fatturato generato è stato di ben 49 miliardi di euro (+1,9% rispetto al 2024), mentre il valore aggiunto è stato pari a 31,5 miliardi di euro. Non solo: lungo l’intera filiera i dipendenti sono circa 500mila, di cui 105mila diretti; inoltre, la contribuzione fiscale riconducibile alla cosmetica è stata di 10,5 miliardi di euro, come ha chiarito Valerio De Molli, Managing Partner e Ceo di TEHA Group e The European House – Ambrosetti.Una “superpotenza tecnologica in grande crescita: se tutto il resto della manifattura del Paese fosse cresciuto come questo settore, avremmo 1 trilione di valore aggiunto in più. Ma questa è anche una super potenza che necessita di attenzione: noi abbiamo messo nel radar il caso della Corea che, grazie a interventi politici mirati, ha saputo passare dal 14º al quarto posto al mondo”, ha aggiunto De Molli. L’Italia può essere una nuova Corea? “Forse addirittura meglio”, dice con un sorriso l’esperto a LaSalute di LaPresse.Il patto e le prioritàPer crescere ancora, però, il settore chiede alle istituzioni “un patto, quello di sostenere l’innovazione attraverso delle misure che aiutino le aziende a investire ancora di più”, riprende Benedetto Lavino.Giorgia MeloniLe tre priorità per le imprese della cosmetica“L’Italia possiede già una filiera cosmetica leader. Ora – ragiona il presidente di Cosmetica Italia – serve una strategia per trasformare questa leadership in vantaggio competitivo duraturo. È necessario proseguire nell’importante lavoro di squadra con le nostre istituzioni, puntando su tre priorità: la semplificazione e armonizzazione del quadro normativo sulla transizione sostenibile per consentire una programmazione più efficiente delle attività industriali e degli investimenti; il sostegno al rafforzamento degli investimenti in R&S attraverso una maggiorazione del credito di imposta per le attività di R&S fino al 40%; la definizione di una strategia capace di trasformare una leadership industriale e manifatturiera in un asset di posizionamento internazionale”.Le scelte degli italianiL’Osservatorio conferma poi la stabilità della spesa in cosmetici: nel 2025 il valore dei consumi in Italia è stato di 12,8 miliardi di euro, ma l’export resta il principale motore di crescita con un’incidenza del 48% sul fatturato del settore: nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto il valore record di 8,6 miliardi (+4,1% rispetto al 2024).L’attenzione all’ambiente“Massima attenzione” a un settore “strategico per la crescita del Paese, che si è anche molto impegnato sul fronte della sostenibilità”, è stata assicurata dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. D’altra parte gli investimenti nella transizione sostenibile delle imprese della bellezza sono pari a 300 milioni di euro, con un’attenzione crescente delle aziende verso politiche per la gestione efficiente dei consumi energetici, l’abbattimento delle emissioni climalteranti, la gestione dei rifiuti e della risorsa idrica.Gilberto Pichetto FratinoLa sfida degli ingredientiL’Italia importa circa la metà degli ingredienti da Paesi extra-europei (per circa il 30% dall’Asia). Con le continue crisi globali, tutto questo espone “a un rischio di stabilità delle forniture e di oscillazione dei prezzi. Un effetto immediato è che 2 imprese su 5 stanno già diversificando mercati o fornitori”, ha segnalato De Molli. Il 2026 della cosmeticaSe i dati del 2025 sono da record, come sta andando il 2026 della cosmetica? “È un anno sfidante su tutti i punti di vista: siamo molto attenti agli outlook geopolitici, stiamo cercando di individuare i rischi, ma anche le opportunità legate allo sviluppo internazionale delle nostre imprese. Quindi guardiamo al 2026 con grandissima attenzione, ma anche con fiducia, perché le aziende italiane finora hanno sempre saputo trovare le opportunità per potersi sviluppare nel mondo”, ci ha assicurato Lavino.Benedetto LavinoQuesto articolo Cosmetica: l’Italia una ‘superpotenza’ forte di una filiera da 49 mld di euro proviene da LaPresse