I De Laurentiis indagati per bancarotta: perquisizioni a Napoli e Bari, la Procura indaga su 30 milioni di debiti e operazioni tra i club

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De Laurentiis sotto indagine: blitz della Finanza a Napoli e Bari, la Procura valuta 30 milioni di debiti e operazioni tra i clubLa Guardia di Finanza sta effettuando perquisizioni nella mattinata di martedì 7 luglio nelle sedi del Bari e del Napoli, entrambe società controllate dalla famiglia De Laurentiis. I proprietari, Aurelio e Luigi De Laurentiis, risultano infatti indagati dalla Procura di Bari con l’accusa di bancarotta fraudolenta, un’ipotesi che apre uno scenario giudiziario di grande rilevanza per il calcio italiano.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoSecondo quanto riportato da Repubblica, l’inchiesta — coordinata dal procuratore Roberto Rossi — riguarda presunte false comunicazioni sociali nel bilancio 2024 del Bari e la possibile bancarotta fraudolenta legata alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione presentata per l’insolvenza del club. Nell’indagine compaiono i nomi di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, e Luigi De Laurentiis, amministratore unico del Bari: padre e figlio, rispettivamente 77 e 47 anni.Le perquisizioni non si limitano alle sedi dei due club: gli accertamenti coinvolgono anche la sede romana della Filmauro, società che controlla entrambe le realtà sportive, e le abitazioni di diversi dirigenti e operatori del mercato. Tra questi figurano i direttori sportivi Ciro Polito, Cristiano Giuntoli, Mauro Meluso e il procuratore Graziano Battistini, che seguiva il portiere Elia Caprile. Nessuno di loro risulta indagato, ma le verifiche puntano a ricostruire i passaggi economici e amministrativi degli ultimi anni.Secondo gli inquirenti, tra il 2019 e il 2025 il Bari avrebbe accumulato un buco da circa 30 milioni di euro, accompagnato da una mole significativa di debiti. Al centro dell’attenzione c’è soprattutto l’operazione Caprile: il portiere, ceduto dal Bari al Napoli per 2,2 milioni, è stato poi rivenduto al Cagliari per 8 milioni, generando una plusvalenza che — secondo la Procura — avrebbe dovuto essere condivisa anche con il club pugliese.L’indagine prosegue e potrebbe avere ripercussioni rilevanti sia sul piano sportivo sia su quello societario, mentre si attendono ulteriori sviluppi nelle prossime ore.