Le 80 fiale di Fentanyl sottratte a Roma hanno acceso i riflettori sui furti dei farmaci. “Un fenomeno che negli ultimi due anni ha registrato un rialzo, legato probabilmente alla scoperta di nuove rotte di smercio”. Parola di Domenico Di Giorgio, direttore dell’Ufficio Carenze, Qualità dei prodotti e contrasto al crimine farmaceutico dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). Il fatto è che “abbiamo attivato sistemi che rendono i farmaci rubati invendibili in Europa. Ma negli ultimi due anni – precisa Di Giorgio a LaSalute di LaPresse – c’è stato un ritorno del fenomeno legato, probabilmente, alla scoperta di nuove rotte. In base ai nostri riscontri i medicinali ora vengono rubati per essere esportati in Paesi come quelli del Medio Oriente”. Di che numeri parliamo? “Non sono alti come all’epoca della crisi che abbiamo affrontato, ma siamo intorno a un paio di eventi significativi al mese, parliamo di una ventina l’anno. Non tutti particolarmente rilevanti”.Il caso dei tir svaligiati Oltre ai furti nelle farmacie ospedaliere “nell’ultimo periodo abbiamo avuto due o tre attacchi a tir. Questo è preoccupante, perché è un ritorno di un fenomeno che avevamo visto molti anni fa. Si tratta di una novità recentissima, quindi non abbiamo ancora elementi, però – assicura l’esperto di Aifa – lo seguiamo con attenzione per evitare che i prodotti possano in qualche modo tornare sui mercati europei, dopo essere stati gestiti male o manipolati come è accaduto in passato”. I farmaci che vanno a ruba tra dark web e mercato neroA essere più spesso sottratti dalle farmacie ospedaliere “sono farmaci ad alto costo, in genere anti-tumorali se parliamo di furti mirati al ricilaggio sul vasta scala. Invece se a essere rubato è un piccolo quantitativo, i prodotti cambiano”. A finire nel mirino dei criminali ci sono medicinali che hanno una rete di spaccio locale, “dagli steroidi da palestra al’ossicodone, fino al botulino e al Fentanyl: prodotti che possono avere un mercato nero nazionale, per cui anche ladri non specializzati sanno dove trasformare in soldi il prodotto”, dice l’esperto Aifa.Quindi non solo dark web. “Tanti anni fa, quando avevamo molti furti di farmaci, facemmo anche dei carotaggi sul dark web, però oggi non sembra quella la destinazione principale dei farmaci rubati – chiarisce Di Giorgio – Serve comunque un mercato specializzato. Penso piuttosto a reti che puntano su reti di approvvigionamento: l’antitumorale, piuttosto che venderlo sul dark web, cerco di ripulirlo e farlo arrivare tramite un grossista agli ospedali che lo cercano in Paesi che hanno controlli più laschi”. Quindi in Medio Oriente o anche in Asia? “Oggi le rotte per i prodotti rubati sembrano quelle”. La rete degli investigatori e le novità degli ultimi mesiSe le rotte cambiano, gli investigatori si attrezzano e, con le grandi operazioni internazionali come Pangea e Shield, si arriva al sequestro di migliaia di medicinali. “Controllare i prodotti che circolano illegalmente nei pacchi postali serve a capire se ci sono delle tendenze nuove. Negli ultimi anni, per esempio, abbiamo trovato farmaci Glp-1 e negli ultimi mesi abbiamo avuto diversi sequestri di prodotti della famiglia del botulino. Queste operazioni servono a tenere sotto pressione le reti criminali”.“In Aifa abbiamo un nucleo dei Carabinieri del Nas e collaboriamo con le dogane e gli Usmaf: c’è una rete nazionale di contrasto, che si rapporta a quella internazionale. Perché abbiamo imparato che quello che succede oggi in Norvegia, magari domani accadrà da noi, oppure accade già ma non l’abbiamo ancora visto”, ragiona lo specialista.Il furto di FentanylQuanto al furto del Fentanyl “le indagini sono in corso. Questo è un caso che segue la Presidenza del Consiglio: quando a essere rubati sono prodotti stupefacenti l’aspetto farmaceutico passa in secondo piano. L’allerta è stata immediata, c’è stata l’attivazione di task force e siamo fiduciosi che le indagini porteranno rapidamente a dei risultati“. Ma “il fatto che non tutte le farmacie ospedaliere riescano ad applicare le linee guida stringenti adottate negli anni contro i furti dei farmaci, ci dice che questo viene visto ancora come un singolo evento traumatico. Invece non deve esserci un abbassamento di attenzione, perché i medicinali rischiano di diventare un bersaglio molto interessante per i criminali”, conclude Di Giorgio.Questo articolo Farmaci e criminalità: che fine fanno i medicinali rubati in Italia proviene da LaPresse