Nuovo alto scontro nella Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia Covid, presieduta dal senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei. Al centro della seduta, la decisione della presidenza di far ascoltare alcuni testimoni tramite deleghe a consulenti esterni — magistrati e funzionari di polizia giudiziaria — al di fuori della sede istituzionale della Commissione. Sul punto, però, esistono due versioni contrapposte: secondo i verbali dell’Ufficio di Presidenza inviati ai capigruppo, la delega ai consulenti sarebbe stata sottoposta all’organismo in due sedute — il 5 maggio e il 26 maggio — senza obiezioni da parte dei rappresentanti dell’opposizione presenti, con conseguente via libera all’unanimità. Le stesse opposizioni continuano però a negare che su quella delega si sia mai tenuto un voto formale.Conte: “Deleghe illegittime, a rischio i diritti dei parlamentari”Ad attaccare duramente la discussione prima del voto sulle deleghe è stato Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione. “Voi oggi rinunciate a delle vostre facoltà e prerogative per un obiettivo politico” dice l’ex premier ai membri della maggioranza, richiamando l’articolo 16 del regolamento che, a suo avviso, riserva le audizioni testimoniali alla collegialità dell’organo. Conte ha inoltre contestato l’applicazione del principio di oralità della prova, sostenendo che le testimonianze raccolte da consulenti esterni sarebbero prive di contraddittorio e quindi inutilizzabili.Lisei respinge le accuse: “Nessuna violazione, prassi già seguita in passato”Il presidente Lisei ha rigettato punto per punto le contestazioni. “Non ho ricevuto nessun richiamo di un’illegalità di quelle deleghe“, precisando che l’attività non sarebbe stata disposta da lui personalmente ma dall’Ufficio di Presidenza, sulla base di precedenti consolidati in altre commissioni d’inchiesta e dei poteri attribuiti dall’articolo 82 della Costituzione. Secondo Lisei, le norme del codice di procedura penale richiamate da Conte non sarebbero applicabili, perché la Commissione “non sta facendo un processo”.Lo scontro si inserisce nel più ampio braccio di ferro sulla data dell’audizione dello stesso Conte, che nei giorni scorsi ha scritto ai presidenti di Camera e Senato chiedendo di essere ascoltato.Recenti dichiarazioni del presidente di Commissione Lisei però gettano ulteriore mistero su quando sarà audito il premier al tempo del Covid. “Leggo che in un post Giuseppe Conte scrive di essere ‘in attesa che mi comunichino una data per essere audito’. Ritengo doverosa una precisazione, tralasciando i contenuti del post assolutamente incommentabili: gli uffici della Commissione d’inchiesta sul Covid, già da ieri sera, hanno provveduto a contattare Conte, anche più volte, senza mai ricevere risposta. Operazione che hanno ripetuto anche questa mattina con lo stesso esito. Soltanto dopo la pubblicazione del post finalmente le telefonate hanno avuto un esito, peraltro ancora interlocutorio. Infatti, rispetto alle date proposte in cui audire Conte, già prima della pausa estiva, la sua segreteria agli uffici della Commissione ha risposto con la più classica delle risposte: ‘Le faremo sapere’. Ecco se il deputato Conte, invece di fare il post, rispondesse al telefono, eviterebbe figuracce“.Nel video i punti salienti del dibattito.Seduta IntegraleThe post Conte contro Lisei: scontro aperto in Commissione Covid ▷ “La denunciamo”, “La procura è lì” appeared first on Radio Radio.