Milan, al via l’Era Amorim: “Voglio una squadra dominante”

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Prende le distanze da José Mourinho e Massimiliano Allegri, due vecchie volpi della panchina, otto scudetti in totale ma predicatori di uno stile di gioco completamente diverso da quello che va ricercando il nuovo Milan. Rivendica la propria filosofia e idee, figlie di una scuola calcistica storicamente propositiva come quella portoghese. E poi parla da manager più che da ‘semplice’ allenatore, soffermandosi sulle scelte di mercato e sulle strategie future, glissando su Rafael Leao e auspicando la permanenza di Luka Modric. Ruben Amorim atterra sul pianeta Milan motivato e convinto dopo il flop al Manchester United, forte anche della benedizione del boss in persona. Already one of our own ❤️‍🔥 pic.twitter.com/XN3TvwrHT1— AC Milan (@acmilan) July 8, 2026Cardinale: “Vogliamo riportare il Milan al suo glorioso passato”Accanto a lui nella prima uscita ufficiale a Casa Milan siede infatti Gerry Cardinale: il proprietario fianco a fianco con il tecnico, una scena inedita da quando RedBird ha preso il controllo della società. “È una giornata importante per il nostro club. Abbiamo scelto di cambiare allenatore e in generale di portare delle novità in società – ha esordito l’imprenditore statunitense – Noi vogliamo riportare il Milan al suo glorioso passato, è importante per noi, per i giocatori e i tifosi. Dobbiamo tutti respirare di nuovo quell’aria, noi giochiamo per vincere, non solo per non perdere”.La rottura con la vecchia gestione è netta nelle parole di Cardinale. “Il nostro calcio deve essere entusiasmante, eccitante, bello da guardare e da seguire. Vorrei creare qui una nuova cultura, stop con il passato – ha sottolineato – Abbiamo lavorato tutti in questo periodo per avere Ruben come pietra miliare per la nostra nuova organizzazione calcistica”.Amorim: “Sono orgoglioso, voglio fare le cose al massimo”Amorim si affaccia alla nuova avventura italiana con concetti chiari ed entusiasmo a mille. Ricorda il Milan di Sacchi, Capello e Ancelotti, promette di esprimersi presto in italiano ma soprattutto vuole lasciare una sua traccia nella storia rossonera. “Ho piacere e responsabilità nell’essere qua, cercavo una sfida come questa. Sono orgoglioso, voglio essere me stesso e fare le cose al massimo”, ha evidenziato durante la conferenza stampa di presentazione, anticipando che il Diavolo “deve fare più gol, basta guardare le prime squadre del campionato e c’è una certa differenza”. “I’m a happy 𝒂𝒍𝒍𝒆𝒏𝒂𝒕𝒐𝒓𝒆” 🤩Rúben Amorim’s first press conference 🎙️ pic.twitter.com/pyEr3Kx69D— AC Milan (@acmilan) July 8, 2026Amorim: “Vogliamo dominare fin dal primo incontro”Da qui la ricerca di calciatori che “sappiano fare l’uno contro uno” sempre con “attenzione al budget” e un occhio di riguardo nel “valutare i giovani” presenti già in rosa. Il lavoro da fare è tanto, ma non si nasconde. “La seconda stella? La Serie A è un campionato in cui è difficilissimo vincere ma è chiaro che noi la vogliamo – ha detto il portoghese – Vogliamo dominare fin dal primo incontro“. ‘Dominante’ è il concetto uscito più volte dalle labbra di Amorim, che si differenzia in questo dal recente passato del Diavolo (Max Allegri) e dal connazionale più celebre (Josè Mourinho) che, sull’altra sponda del Naviglio, ha lasciato ricordi indelebili. “Io sono completamente diverso da Mourinho, sono un’altra persona. Ho imparato moltissimo da lui ma quando si è un allenatore non si può copiare nessuno. Ci sono io, c’è uno stile di gioco che è il mio. Spero di vincere, questa è l’unica cosa che penso di avere in comune con lui – ammette nel confronto con lo Special One – Allegri? Ho grandissimo rispetto per lui, ha tantissima esperienza, ma è chiaro che abbiamo delle idee diverse. Voglio recuperare palla il più veloce possibile, far divertire i tifosi e proporre un calcio bello da guardare”. Il Milan per ripartire lo ha scelto proprio per questo.Questo articolo Milan, al via l’Era Amorim: “Voglio una squadra dominante” proviene da LaPresse