Sony rimuove più di 500 film senza rimborsare gli utenti: «Hanno comprato una licenza revocabile»

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A partire dal 1° settembre di quest’anno, chi ha acquistato alcuni film dal PlayStation Store non sarà più in grado di vederli, e non verranno erogati rimborsi. Sony lo ha confermato dopo che diversi utenti hanno condiviso su X la comunicazione ricevuta dai produttori della PlayStation in cui si legge che «a causa della scadenza di accordi di licenza dei contenuti», gli utenti non potranno più guardare i film distribuiti da Studio Canal che hanno acquistato in precedenza e tutti i contenuti coinvolti verranno rimossi dalla loro libreria. Questo vuol dire che chi ha acquistato sullo store della sua PS4 o PS5 Terminator 2, per esempio, non potrà più vedere il film che ha acquistato e non riceverà indietro i soldi che ha speso. La lista completa è disponibile sul sito di PlayStation e include un totale di 551 film.Il videoregistratore compie 70 anni: storia dell’oggetto che ci ha regalato la libertà di guardare la tvQuando comprare non vuol dire possedereLa reazione di fan e associazioni dei consumatori è stata di ira nei confronti di Sony e di sconforto all’idea, paventata da molti critici di un’economia basata interamente sul digitale, che l’acquisto di un prodotto digitale non significa possedere quel prodotto. Quando si acquista un dvd, l’oggetto e il suo contenuto diventano proprietà dell’acquirente che può tenerselo o rivenderlo. Non può distribuire i contenuti per via delle leggi sul diritto d’autore, ma quella copia del film è sua, senza eccezioni. Acquistare un film su un servizio online non garantisce la proprietà della copia, ma di una licenza che, come è successo con Sony, in caso di disaccordi tra piattaforma (PlayStation) e licenziatario (Studio Canal) può essere revocata senza rimborso. Tutte queste informazioni sono contenute nel lungo accordo di licenza per utilizzare il PlayStation Store, ma gli utenti che ne hanno letto ogni riga si possono contare sulle dita di una mano.Il ritorno al supporto fisicoQuella di Sony non è la prima rimozione di alto profilo fatta negli ultimi anni, per questo in tanti, soprattutto sui social, si sono mobilitati per incoraggiare gli utenti non solo a tenersi i propri film in formato fisico, ma anche a costruirsi delle vere e proprie mediateche con tutti i contenuti che li appassionano. «Ecco perché ho smesso di acquistare prodotti digitali – ha scritto un utente su X, possono toglierteli in un attimo. Non dategli i vostri soldi, comprate prodotti fisici, così potrete scegliere se tenerli per sempre o venderli». Un altro content creator ha creato una serie di video in cui usa quello che avrebbe speso per un mese di Netflix per acquistare dvd sul mercato dell’usato e in sei mesi, con un budget di 72 sterline (12 al mese), ha messo insieme più di 50 film e 20 stagioni complete delle sue serie tv preferite. @thereelwatchers Cancelling Netflix to buy DVD's Month 3 Recap ♬ original sound – ReelWatchers Ora tocca ai videogiochiA pochi giorni di distanza dall’annuncio, un’altra comunicazione di Sony ha scatenato ancora più le ire di fan e consumatori: a partire da gennaio 2028, l’azienda smetterà di produrre le copie fisiche dei videogiochi per PlayStation. Questo vorrà dire che il PlayStation Store avrà un monopolio di fatto sull’intero ecosistema (quindi niente più giochi usati o anche solo prestati tra amici) e che lo stesso tipo di rimozione dei 551 film di Studio Canal potrebbe colpire i videogiochi acquistati in digitale sulla piattaforma. La ragione della scelta data dalla casa madre è che c’è stata un’inversione di tendenza che negli ultimi 10 anni che ha fatto arrivare le vendite in digitale all’80% del totale sulla piattaforma. Quello che Sony non dice è che produrre le copie fisiche dei giochi e distribuirle è un costo non indifferente per l’azienda e rimuovere i dischi significa che ogni videogioco prodotto da terzi venduto su PlayStation farà intascare all’azienda il 30% del suo prezzo di vendita nella forma degli ormai famosi “costi di servizio” dello store, quegli stessi costi che hanno scatenato la chiacchierata battaglia legale tra Fortnite e la Apple. Tutti i principali store nel mondo dei videogiochi usano pratiche simili per cui l’utente acquista una licenza revocabile in qualsiasi momento. L’unica eccezione, per chi gioca su Pc, è GoG (Good old Games) che vende ai suoi utenti una copia in digitale di cui loro sono gli unici proprietari e che non gli potrà mai essere revocata.L'articolo Sony rimuove più di 500 film senza rimborsare gli utenti: «Hanno comprato una licenza revocabile» proviene da Open.