Milano, il Comune ferma i rider nelle ore più calde. E i sindacati chiedono strumenti di sostegno per compensare i guadagni persi

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Non consegnare quando l’asfalto brucia, ma nemmeno perdere una parte della paga. È il nodo che si apre a Milano dopo l’ordinanza del Comune che, da oggi 7 luglio e fino al 23 settembre, impone alle piattaforme di food delivery di ridurre o sospendere l’assegnazione delle consegne ai rider nella fascia più critica delle giornate di caldo estremo: dalle 12.30 alle 16., quando la piattaforma Worklimate di INAIL-CNR segnala un rischio “alto”. Il provvedimento rafforza l’ordinanza regionale del 9 giugno, estendendo la tutela anche ai lavoratori delle piattaforme digitali di consegna.Cosa prevede l’ordinanza di MilanoL’ordinanza riguarda i soggetti che organizzano, gestiscono o assegnano consegne a domicilio tramite piattaforme digitali e ciclofattorini in bicicletta. Le società dovranno informare i rider sui livelli di rischio giornaliero e intervenire sull’algoritmo di assegnazione, con uno stop automatico o un rallentamento delle consegne nelle ore più calde. Dovranno inoltre favorire il lavoro nelle fasce più fresche, mettere a disposizione acqua, pause e aree ombreggiate o di ristoro, e fare in modo che premi e bonus non siano legati alla rapidità o al numero di consegne nelle giornate a rischio elevato.Le richieste dei sindacatiLa misura, però, apre subito il tema del reddito. Per molti rider, soprattutto quelli pagati in base alle consegne effettuate e privi di ammortizzatori sociali, una sospensione dell’attività significa una riduzione immediata della paga. Manuel Giovanati, segretario generale di FeLSA Cisl Lombardia, ha spiegato ad Adnkronos che il primo timore dei lavoratori è semplice: «non posso lavorare». Proprio nelle giornate di caldo più intenso, quando molte persone restano in casa e ordinano a domicilio, quella fascia oraria può rappresentare una parte importante del fatturato quotidiano.La Cisl chiede quindi un incontro con il Comune per costruire strumenti di sostegno economico. Anche Nidil Cgil Milano individua nella mancanza di una copertura il punto debole dell’ordinanza. Per il sindacato, inoltre, il problema non si esaurisce nelle ore centrali: l’asfalto accumula calore e continua a rilasciarlo anche più tardi, rendendo più pesante il lavoro all’aperto per tutta la giornata.Rider in assemblea: cosa chiedonoIntanto a Milano i rider rappresentati dall’Unione sindacale di base sono tornati in assemblea e in corteo. Usb chiede l’apertura immediata di un tavolo nazionale al ministero del Lavoro, con il ministero nel ruolo di garante, per arrivare alla piena contrattualizzazione del settore e superare quello che il sindacato definisce il modello del «falso lavoro autonomo». Secondo Usb, il confronto in corso tra Assodelivery, Confcommercio, Glovo, Deliveroo e alcune sigle sindacali rischia di lasciare fuori il nodo principale: la subordinazione. Il sindacato denuncia un «arretramento gravissimo», perché discutere solo di regolazione del lavoro autonomo significherebbe, nella sua lettura, mantenere in piedi il modello che ha prodotto sfruttamento.L'articolo Milano, il Comune ferma i rider nelle ore più calde. E i sindacati chiedono strumenti di sostegno per compensare i guadagni persi proviene da Open.