Da Roberto Meloni, cittadino di Villanova di Guidonia, affetto da disabilità gravissima, riceviamo e pubblichiamo: Disabilità gravissima: quando essere idonei non basta per ottenere il contributo. “Mi presento: sono Roberto Meloni, cittadino di Guidonia Montecelio e da anni partecipo al bando regionale per il contributo destinato alle persone con disabilità gravissima, gestito dal Consorzio Pagus per conto del Comune di Guidonia Montecelio.Dal 2020 presento regolarmente domanda per accedere a questa misura di sostegno, fondamentale per le famiglie che affrontano quotidianamente situazioni di estrema fragilità.Negli anni ho ottenuto il riconoscimento del beneficio e ricevuto i relativi contributi economici per le annualità 2020 (istanza presentata nel 2021), 2022 (istanza presentata nel 2023) e 2023 (istanza presentata nel 2024).Nel 2022, purtroppo, le mie condizioni di salute erano talmente gravi da metterne a rischio la vita e non mi consentirono di presentare la domanda relativa all’annualità 2021.Nonostante questa interruzione, negli anni successivi la mia posizione è stata regolarmente valutata e ritenuta idonea, tanto da consentirmi di ottenere i contributi relativi alle annualità 2022 e 2023.Nel 2025 ho presentato nei termini previsti la domanda di rinnovo relativa all’annualità 2024. La domanda è stata accolta e la mia condizione di disabilità gravissima è stata nuovamente riconosciuta. Tuttavia, a differenza degli anni precedenti, il contributo non mi è stato erogato per presunta insufficienza delle risorse disponibili.Nel tentativo di comprendere le ragioni dell’esclusione, ho chiesto chiarimenti agli uffici competenti. Le spiegazioni ricevute dall’assessore alle Politiche Sociali Cristina Rossi e dal dirigente dei Servizi Sociali del Comune di Guidonia Montecelio, dott. Aldo Cerroni, sono apparse poco chiare e nel tempo non sempre coincidenti tra loro.In un primo momento mi è stato riferito che esisterebbe un gruppo di circa quaranta beneficiari che continuerebbero a ricevere il contributo in virtù del principio della continuità assistenziale e sulla base di linee guida regionali. Tuttavia, non mi è stato indicato alcun riferimento normativo preciso né mi sono stati illustrati i criteri che giustificherebbero tale priorità.Quando ho fatto presente che anche la mia domanda era una domanda di rinnovo e non una nuova richiesta, mi è stato risposto che la mancata presentazione dell’istanza relativa all’annualità 2021 avrebbe interrotto quella continuità che consentirebbe di accedere alla priorità.Tale spiegazione mi è sembrata difficilmente conciliabile con i fatti. Se infatti la continuità fosse stata definitivamente interrotta nel 2021, risulta difficile comprendere come mai negli anni successivi io abbia regolarmente ottenuto i contributi relativi alle annualità 2022 e 2023.Quando ho evidenziato questa circostanza, mi è stata fornita una diversa spiegazione.L’assessore Rossi ha affermato che, per l’annualità 2022, il Comune avrebbe applicato criteri più estensivi rispetto alle linee guida regionali, ricevendo successivamente un richiamo da parte della Regione Lazio affinché ciò non accadesse più.Successivamente, però, nel tentativo di comprendere come fosse stato possibile ricevere il contributo anche per l’annualità 2023, la ricostruzione è ulteriormente cambiata, arrivando a comprendere sia il 2022 sia il 2023 tra gli anni nei quali sarebbe stata effettuata tale interpretazione estensiva delle linee guida regionali.Proprio questa successione di spiegazioni differenti ha accresciuto le mie perplessità, poiché non consente di individuare con chiarezza quale sia stato il criterio effettivamente utilizzato per l’assegnazione dei contributi.La questione assume una rilevanza ancora maggiore se si considera che la mia domanda è stata giudicata ammissibile e che la gravità della mia condizione è stata pienamente riconosciuta dagli organismi competenti. Non si tratta quindi di una domanda respinta, ma di una domanda accolta che non ha ricevuto copertura economica.A fronte delle spiegazioni ricevute, il 29 gennaio scorso ho scritto direttamente al dirigente dei Servizi Sociali, dott. Cerroni, evidenziando le mie perplessità sul criterio adottato.Nelle comunicazioni intercorse ho fatto presente che eventuali linee guida regionali non possono porsi in contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza, imparzialità e parità di trattamento tra cittadini, né possono trasformare un contributo assistenziale in un beneficio riservato in modo permanente ad alcuni soggetti sulla base dell’anno in cui hanno presentato la prima domanda.Ho inoltre osservato che, per quanto a mia conoscenza, non esiste alcuna norma che attribuisca un diritto permanente di precedenza a chi abbia presentato domanda in anni precedenti e che semplici linee guida amministrative non possono derogare alle disposizioni di legge o ai principi costituzionali.Nel corso di questa vicenda mi ha particolarmente colpito il fatto che il dott. Cerroni, seppur riconoscendo l’incostituzionalità del principio adottato dal Comune, Consorzio Pagus e Regione Lazio per l’assegnazione del contributo, in un messaggio vocale WhatsApp che conservo, mi abbia anticipato che un’eventuale risposta ufficiale alla mia richiesta di chiarimenti al Comune di Guidonia sarebbe stata, “inconferente” e addirittura “un po’ sgarbata”.Si tratta di affermazioni che ho trovato difficili da comprendere, soprattutto perché provenienti da un rappresentante della pubblica amministrazione. Ritengo infatti che ogni cittadino abbia diritto a ricevere dagli uffici pubblici risposte pertinenti, motivate, trasparenti e rispettose.Il dr.Cerroni poiché conviene con me che il principio adottato per l’assegnazione del contributo è incostituzionale. Per questo mi ha suggerito di creare una class-action e presentare una denuncia alla Regione Lazio. Grazie Dottore!Ad oggi, tuttavia, resta una domanda semplice alla quale ritengo i cittadini abbiano diritto di conoscere la risposta:– con quali criteri sono stati individuati i beneficiari finanziati e per quale motivo una domanda regolarmente presentata, giudicata ammissibile e riferita a una persona riconosciuta in condizione di disabilità gravissima è rimasta esclusa dal contributo?– Esiste realmente un atto ufficiale che stabilisce questa priorità? Se sì, perché non viene reso pubblico? Se no, quali sono stati i criteri concreti utilizzati per escludere alcuni cittadini pur riconosciuti idonei al contributo?”Da ultimo, se ritengono incostituzionali i principi adottati da Regione, Consorzio e Comune, perché non li denunciano ufficialmente e pubblicamente preferendo invece di continuare, di anno in anno, con questa stortura amministrativa?Chiedo al giornale di dare voce a questa vicenda affinché sia possibile fare chiarezza sui criteri adottati e garantire la massima trasparenza nell’utilizzo di risorse destinate a persone in condizioni di disabilità gravissima”.L'articolo GUIDONIA “Io, idoneo ma escluso dal contributo regionale per disabilità gravissima” proviene da Tiburno Tv.