«Usano il Reiki nei reparti di oncologia», la denuncia degli esorcisti sugli ospedali italiani: cos’è e dove si pratica

Wait 5 sec.

«Chi pratica il Reiki cade nel peccato di superstizione e si espone all’azione straordinaria del maligno»: così l’Associazione internazionale esorcisti (Aie) ha denunciato l’apertura di uno spazio dedicato alle cure palliative e alle terapie complementari nel reparto di oncologia degli Ospedali Riuniti Marche Nord di Pesaro. Nella cosiddetta “Stanza del benessere” si praticherebbe il Reiki, una tecnica giapponese che mira a ridurre il dolore e lo stress attraverso flussi di energia che passano attraverso le mani. Ma progetti simili sono stati avviati anche in altre strutture sanitarie italiane, tra cui Torino e Mantova.L’Aie ha richiamato le linee guida pubblicate dalla Commissione per la dottrina della Conferenza episcopale degli Stati Uniti nel 2009, secondo le quali il Reiki non trova fondamento nella scienza, né tantomeno nella dottrina cristiana. Il timore è che possa essere usato come medicina alternativa, creare false aspettative nei pazienti e generare confusione tra un trattamento di supporto e una terapia vera e propria, oltre alla presunta spiritualità della pratica.Cos’è il ReikiSecondo il National Center for Complementary and Integrative Health, l’agenzia federale statunitense responsabile della ricerca scientifica sulle medicine e pratiche sanitarie non convenzionali, il Reiki è una tecnica nata in Giappone che si baserebbe sull’idea di riequilibrare l’energia della persona. Durante un trattamento, che dura in genere tra i 50 e i 60 minuti, il paziente rimane vestito e sdraiato, mentre l’operatore, detto anche reikista, appoggia delicatamente le mani o le mantiene a pochi centimetri dal corpo, spesso in corrispondenza dei cosiddetti sette chakra.L’obiettivo della pratica punterebbe a trasmettere energia. Secondo questa pratica spiritualista, il riequilibrio del flusso energetico dell’individuo favorisce il rilassamento, riduce lo stress e stimola i naturali processi di autoguarigione. Il Cancer Reasearch UK spiega poi che il Reiki è classificato come una pratica di medicina complementare e alternativa e viene utilizzato come supporto per alleviare ansia, tensione e stress, gestire il dolore cronico e attenuare gli effetti collaterali di terapie farmacologiche invasive.Dove viene praticato il Reiki in ItaliaIl Reiki è stato introdotto di recente nel reparto di oncologia degli Ospedali Riuniti Marche Nord di Pesaro, dove trova spazio all’interno della cosiddetta “Stanza del benessere”. Progetti analoghi sono stati avviati negli anni scorsi anche in Piemonte, all’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. Dal 2016, inoltre, la pratica è presente all’Ospedale Carlo Poma di Mantova, nei reparti di oncologia e cure palliative, come terapia complementare di supporto.Nient’altro che “superstizione”Secondo l’Associazione Internazionale degli Esorcisti, chi pratica il Reiki «cade nel peccato di superstizione e si espone all’azione straordinaria del maligno». Oltre alle critiche per la mancanza di fondamento scientifico, infatti, la Chiesa cattolica contesta il Reiki per la sua dimensione spirituale. L’Aie e i documenti richiamati dalla Chiesa sostengono infatti che la pratica non sia compatibile con la dottrina cristiana, perché attribuirebbe un significato spirituale a una presunta energia personale o universale estranea alla fede cattolica.Per questo l’associazione ha invitato i cattolici ad astenersi completamente dal ricorso a tecniche di questo tipo, ribadendo che non possono in alcun modo sostituire la medicina tradizionale. A sostegno della propria posizione, l’Aie ha pubblicato anche la testimonianza anonima di una persona che, dopo anni di pratica del Reiki, racconta di aver attraversato un periodo di insonnia e agitazione, superato grazie a un percorso di riavvicinamento ai sacramenti e alla vita di preghiera.L'articolo «Usano il Reiki nei reparti di oncologia», la denuncia degli esorcisti sugli ospedali italiani: cos’è e dove si pratica proviene da Open.