Qui al bar pensiamo che Giorgia Meloni abbia gestito molto bene il parterre del vertice Nato di Ankara, dove ha dovuto incontrare Donald Trump, reduce da un filotto di insulti grotteschi al nostro presidente del Consiglio. Poteva confondere il piano personale con quello istituzionale; non lo ha fatto. Ha tenuto le giuste distanze, perché, comunque, offendere il primo ministro di una nazione significa offendere quella nazione; ma non ha strappato, non ha compromesso la relazione con quello che, volenti o nolenti, rimane il nostro impero di riferimento. “Abbiamo buoni rapporti con Trump”, ha detto ai giornalisti, peraltro smentendo le previsioni di chi riteneva che avrebbe rifiutato il posto allo stesso tavolo con il presidente Usa.E allora si tinge di un colore più vivido anche l’elogio che, alla Meloni, ha riservato il ministro della Difesa belga, Theo Francken: “È la regina del centrodestra in Europa”, ha commentato, invitando Trump a “lasciarla stare”, anche se “ovviamente abbiamo bisogno di lui come alleato”. Così, Giorgia è diventata la linea rossa di un intero continente, il simbolo di una dignità dei piccoli, impeccabile nei toni, nei modi e in realtà pure nelle scelte, checché ne dica la sinistra che ancora le rimprovera la “subalternità” a Washington. Sperare in una sponda da un grande leader, esponente della stessa parte politica, era una follia? Tentare di svolgere un ruolo di mediazione tra la Casa Bianca e l’Ue era peregrino? Cosa ci avrebbe portato di meglio fare come li solito Pedro Sanchez? La Spagna, alla fine, si è beccata gli stessi strali degli altri Stati europei e sulle basi, a conti fatti, si è comportata esattamente come noi.E poi, sarebbe ora che qualcuno si svegli: quello che sta succedendo all’America va ben oltre Trump. Prima lo accetteremo e prima eviteremo di cadere in illusioni, tipo convincerci che se le presidenziali le vincesse un dem, l’orologio della Storia tornerebbe indietro. Scusate se questo caffè non era abbastanza avvelenato. Ogni tanto, al bar, ci viene da spendere anche qualche buona parola.Il Barista, 8 luglio 2026L'articolo La “regina” Meloni proviene da Nicolaporro.it.