Lo sapevate che Ryanair è uno yogurt? E che i cani possono volare? Non sono le fantasiose risposte di un bambino di due anni, ma le farneticazioni di Emma-5, il primo modello di IA italiano dell'azienda Egomnia che, dopo 24 ore di fuoco durante le quali ha risposto a oltre 60.000 utenti, è stato sospeso. Nel momento in cui scriviamo sul sito ufficiale si legge un lungo comunicato (che forse non sarà più visibile nel giro di poco, visti i diversi cambiamenti apportati negli ultimi tempi) in cui i creatori affermano di «essersi fatti diverse risate» leggendo i commenti sul loro LLM e di aver preso appunti. «Presentare Emma-5 parlando di "sovranità tecnologica" ha generato un'aspettativa enorme, portando molti a pensare che avessimo creato l'alternativa italiana a ChatGPT», ammettono, riconoscendo che, dal punto di vista tecnico, «paragonarlo ai giganti americani è come paragonare un go-kart a una Formula 1».Vediamo di capire che cosa è andato storto.... Un LLM piccolo e poco potenteIl comunicato ufficiale lo dichiara: Emma-5 è un modello sperimentale da 550 milioni di parametri, un LLM molto piccolo in confronto ai giganti americani come Claude o ChatGPT, che viaggiano su decine o centinaia di miliardi di parametri.. Sul sito Hugging Face Egomnia ha pubblicato tutte le specifiche tecniche di Emma-5, e da lì si possono ricavare altri dati che ci fanno capire le ragioni del "flop": con appena 2.048 token (equivalenti a circa 1.500 parole), Emma non può leggere documenti lunghi, né reggere conversazioni estese; sempre per capire di che ordine di grandezza parliamo, basti pensare che i grandi LLM gestiscono da 128.000 a oltre un milione di token.. Poco addestratoUn altro fattore che ha contribuito alle allucinazioni di Emma è l'addestramento, eseguito su appena 10,8 miliardi di token, una quantità di testo troppo esigua per poter avere una buona capacità di ragionamento e generalizzazione. ChatGPT & co sono addestrati su migliaia di milioni di token.. Insomma, il flop di Emma-5 era un disastro annunciato, almeno dal punto di vista tecnico – come dice bene (a posteriori) il fondatore di Egomnia Matteo Achilli, «Emma è ancora un progetto piccolo e sperimentale»..