Massimo Giletti torna sulla vicenda dell’attentato subito da Sigfrido Ranucci, per il quale Valter Lavitola, ex giornalista, imprenditore e amico del conduttore di Report, è indagato come presunto mandante. “Per me l’amicizia è una parola sacra, quando ho sentito Ranucci parlare di amicizia con Lavitola mi sono un po’ stranito“, ha dichiarato Giletti, intervenendo mercoledì sera a Polignano a Mare in occasione del festival ‘Il Libro Possibile’. “Io penso – ha proseguito – che nella nostra vita gli amici non stanno su una mano. È una persona che hai conosciuto nel 2019, è una fonte che ti dà notizie e va bene, però su questo punto la vedo diversamente da lui. Con certe persone io non avrei nulla da spartire“. “Mi interesserebbe chiedergli come ha fatto a stringere un rapporto così stretto e definire amico una persona di questo tipo, che poi si può redimere o cambiare però poi oggi scopriamo che probabilmente è l’uomo che ha gestito non si sa per quale motivo l’attentato all’uomo con cui mangiava un giorno sì e un giorno no. Questa è una cosa che mi lascia perplesso”, ha concluso Giletti.Valter Lavitola, Roma, 7 luglio 2026 (Foto Valentina Stefanelli/LaPresse)Le accuse contro Lavitola e lo stato delle indaginiL’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma sull’attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci vede al centro Valter Lavitola, ritenuto dagli investigatori il presunto mandante. Nei suoi confronti sono contestati, a vario titolo, i reati di tentata strage, associazione mafiosa e altri delitti aggravati dal metodo mafioso, mentre nel procedimento risultano indagate anche altre sei persone. Gli investigatori stanno analizzando materiale sequestrato durante le perquisizioni, intercettazioni telefoniche, dati delle celle telefoniche e un presunto sopralluogo effettuato un mese prima dell’attentato. Questo articolo Attentato a Ranucci, Giletti: “Perplesso da sua amicizia con Lavitola” proviene da LaPresse