«Un’ora di lavoro pagata meno di una birra»: la denuncia dei sindacati sul Kappa FuturFestival di Torino

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Ogni anno, il Kappa FuturFestival di Torino riesce a generare milioni di euro di ricavi. Eppure, per i circa mille lavoratori dietro le quinte il bilancio è decisamente diverso. A denunciare la situazione è l’Unione sindacale di base (Usb), secondo cui alcuni addetti all’accoglienza vengono pagati, per un’ora di lavoro, meno del prezzo di una birra all’interno dell’evento stesso. Per l’Usb questa situazione non è altro che «la fotografia della povertà contrattuale: contratti nazionali che esistono, ma che non garantiscono un salario dignitoso». Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da USB Vigilanza – A.L.I. (@usbvigilanza)Il festival Il Kappa FuturFestival è uno dei festival di musica elettronica più grandi d’Italia, capace di richiamare ogni anno più di 120 mila partecipanti provenienti da almeno 150 Paesi. Tradizionalmente si svolge durante il primo weekend di luglio con concerti che iniziano al pomeriggio e continuano fino a mezzanotte. Ogni anno ospita oltre 100 artisti internazionali che suonano per un pubblico altrettanto internazionale. Dal 2012 l’evento è stato spostato al Parco Dora, nell’ex area delle acciaierie Fiat di Torino diventando un po’ il simbolo della trasformazione della Torino industriale, in una città in grado di ospitare eventi attrattivi per un pubblico internazionale. Il successo dell’evento ha inoltre spinto gli organizzatori a esportarne il format all’estero. Infatti, a partire dal prossimo anno, il festival farà tappa anche in Messico.I lavoratori dietro le quinte del festivalOltre gli organizzatori e i centinaia di artisti internazionali e non, spesso ci si dimentica di tutte le persone che lavorano per rendere possibile la riuscita di un grande evento come questo. Si parla di steward e hostess, addetti alla sicurezza, baristi, operatori della sicurezza e personale logistico, tutte figure indispensabili per lo svolgimento dei tre giorni di festival. Come sostiene Usb nel proprio comunicato, «senza il loro lavoro nessun grande evento potrebbe svolgersi. Eppure, sono proprio loro a rappresentare l’anello più debole dell’intera filiera».Stipendi più bassi del prezzo di una birraTutto è cominciato pochi giorni prima dell’inizio del festival, quando è comparso un annuncio di lavoro per selezionare personale di accoglienza. L’annuncio recitava: «il Kappa FuturFestival è il più importante festival internazionale di musica elettronica e arti digitali in Italia. Hai voglia di vivere da vicino uno dei più importanti festival internazionali di musica elettronica e arti digitali?». Il problema? Il compenso era meno di sette euro l’ora per circa 20 ore di lavoro. In più, nonostante il festival si svolgeva nei giorni più caldi dell’anno l’annuncio richiedeva un dress code total black, dalla testa ai piedi, con divieto di usare pantaloncini corti. Ecco, il dato emblematico per l’Usb è che con quei pochi euro all’interno del festival non si riusciva neanche a pagarsi una birra, venduta a 8 euro. «Se una consumazione vale più di un’ora di lavoro di chi controlla gli accessi, gestisce migliaia di persone, fornisce assistenza al pubblico e contribuisce alla sicurezza dell’evento, significa che qualcosa nel modello di distribuzione della ricchezza non funziona», denuncia il sindacato.Il problema degli appalti esterniCome sostiene il sindacato, il problema è che chi organizza la manifestazione spesso affida servizi a società esterne che, a loro volta, possono ricorrere ad altre imprese per trovare il personale necessario. Come spiega Usb, «così prende forma una lunga filiera composta da organizzatore, appaltatori, fornitori e intermediari. Ogni passaggio trattiene una quota del valore economico prodotto riducendo il margine disponibile per chi svolge il lavoro». In questo caso l’offerta di lavoro era stata pubblicata da Iziwork, realtà di recruitement fondata in Francia nel 2018, ma che opera in Italia dal 2020. Dal 2024 Iziwork è il Job Tech Partner ufficiale dell’evento al Parco Dora.Il ruolo delle istituzioniDi fatto in tutto questo non c’è nulla di illegale, perché il prezzo all’ora è calcolato in base ai minimi tabellari consentiti dai contratti collettivi nazionali di riferimento. Per Usb è proprio su questo che dovrebbero intervenire le istituzioni introducendo clausole per impedire «una competizione costruita esclusivamente sul ribasso del costo del lavoro». Ma allo stesso tempo, il sindacato sostiene che è necessaria una riforma dei contratti del lavoratori che al giorno d’oggi non sono più in grado di garantire retribuzioni adeguate al costo della vita. Ad oggi è in corso una discussione per rinnovare il contratto, ma, dopo il settimo incontro tra le parti, le parti non sembrano aver raggiunto un accordo. «Il successo di un grande evento – conclude l’Usb – non dovrebbe essere misurato soltanto dal numero dei biglietti venduti, dalle presenze internazionali o dall’impatto economico. Dovrebbe essere misurato anche dalla qualità del lavoro che lo rende possibile. E in un evento capace di generare decine di milioni di euro di ricchezza non può essere normale che un’ora di lavoro valga meno di una birra».L'articolo «Un’ora di lavoro pagata meno di una birra»: la denuncia dei sindacati sul Kappa FuturFestival di Torino proviene da Open.