Riesplode la guerra su Hormuz, nuovi attacchi Usa contro l’Iran. L’ordine di Trump dal vertice Nato: «Non finirà presto». La reazione di Teheran – La diretta

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Nel Golfo del petrolio la guerra si è riaccesa con violenza. Nella notte tra il 7 e l’8 luglio gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova raffica di raid contro l’Iran, rispondendo agli attacchi che i pasdaran avevano condotto martedì contro tre navi nello Stretto di Hormuz. Fonti del Pentagono, citate dalla Cnn, hanno parlato di un’offensiva molto più aggressiva delle precedenti: «Saranno quattro o cinque volte più potenti», precisando che «si tratta di una punizione, non di una ritorsione proporzionale. Non finirà presto». Anche Axios, citando un funzionario americano, conferma che i bombardamenti hanno avuto una potenza quattro o cinque volte superiore rispetto a quelli di dieci giorni prima, e ricostruisce come Donald Trump abbia dato l’ordine mentre si trovava ad Ankara per il vertice Nato, dopo un incontro con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, quello di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent e il capo degli stati maggiori congiunti Dan Caine. Lo stesso funzionario ha ammesso che «non è ancora chiaro per quanto tempo proseguiranno gli attacchi» e che Washington «riceverà una valutazione sui risultati dei raid» prima di decidere i prossimi passi.Quali obiettivi sono stati colpiti e come ha reagito TeheranI raid hanno colto di sorpresa le difese iraniane, che nei video diffusi non mostrano alcuna reazione della contraerea, e hanno bersagliato almeno 80 obiettivi tra Qeshm, Bandar Abbas e Sirik, comprese postazioni missilistiche, sistemi di sorveglianza e basi dei droni, con incendi nel porto dei pescatori di Bandar Abbas e nuove esplosioni segnalate poche ore dopo a Kharg, snodo chiave delle esportazioni petrolifere iraniane. Il ministero degli Esteri di Teheran ha condannato l’operazione definendola «una violazione degli accordi di tregua» e ha scritto di ritenere «responsabile il governo statunitense», mentre fonti dei pasdaran hanno rivendicato il lancio di droni e missili contro la flotta Usa nel mare dell’Oman e contro obiettivi in Kuwait e Bahrein, per un totale dichiarato di 85 siti americani. Sullo sfondo restano le sanzioni sul greggio ripristinate da Washington, con un ultimatum fissato al 17 luglio, e un prezzo del petrolio già salito del 3%, mentre l’offensiva è scattata proprio nei giorni del funerale della guida suprema Alì Khamenei, ucciso in un bombardamento il 28 febbraio.L'articolo Riesplode la guerra su Hormuz, nuovi attacchi Usa contro l’Iran. L’ordine di Trump dal vertice Nato: «Non finirà presto». La reazione di Teheran – La diretta proviene da Open.