C'è un codice segreto dentro ogni installazione di Windows 11 che quasi nessuno conosce, ma che si è rivelato decisivo per incastrare un hacker. Le autorità statunitensi lo hanno usato per collegare un PC ad una lunga serie di attacchi ransomware, portando all'arresto di un diciannovenne.Il giovane, secondo il Dipartimento di Giustizia USA, farebbe parte di Scattered Spider, un gruppo criminale che ha già colpito reti aziendali e infrastrutture critiche. E a incastrarlo è stato, tra le altre cose, un identificatore che Windows genera in automatico e di cui probabilmente non sapevate l'esistenza. Il nome tecnico è GDID, cioè Global Device Identifier, un codice creato durante l'installazione del sistema operativo che resta legato alla macchina anche dopo aggiornamenti e modifiche software. Significa che, a differenza di un indirizzo IP che si può mascherare facilmente, questo identificatore segue il dispositivo nel tempo.In base ai documenti giudiziari, gli investigatori hanno trovato lo stesso GDID ripetuto in più punti: nei log di autenticazione, nelle connessioni verso i server usati per distribuire il ransomware e nelle comunicazioni con le infrastrutture di comando e controllo. Il sospettato utilizzava strumenti per nascondere l'indirizzo IP e aggirare i controlli di sicurezza, ma il codice della macchina è rimasto lì, identico, a ogni accesso.Quando le autorità hanno sequestrato i dispositivi durante l'arresto, hanno semplicemente confrontato il GDID trovato nei log remoti con quello del computer fisico, e ovviamente coincidevano. È stata la prova diretta che ha collegato quella specifica macchina agli attacchi, insieme a strumenti di hacking, file di configurazione e copie del ransomware trovate durante l'analisi forense. Vale la pena ricordare che questo identificatore non è una novità nata per la sorveglianza: è lo stesso motivo per cui, se cambiate un componente hardware importante del vostro PC, a volte la licenza di Windows si disattiva. Il GDID viene generato a partire da alcuni elementi chiave dell'hardware, e se al momento della verifica non corrisponde più a quello registrato in fase di attivazione, il sistema invalida la licenza.Quello che cambia, dopo questo caso, è la consapevolezza pubblica: Microsoft dispone di un modo per identificare in modo univoco ogni installazione di Windows 11, e quindi ogni PC, ed è tecnicamente in grado di tracciarne l'utilizzo nel tempo. Che sia stato usato per fermare un criminale informatico è, senza dubbio, un bene.Ma chi tiene alla propria privacy e continua a fidarsi ciecamente di Windows e della sua telemetria dovrebbe forse rifletterci un attimo in più: lo stesso meccanismo che ha inchiodato un hacker è, di fatto, una capacità di tracciamento che riguarda chiunque usi il sistema operativo, non solo i criminali.L'articolo La storia del codice segreto di Windows 11 che ha incastrato un hacker sembra essere il primo su Smartworld.