Un gioco per capire com’è cambiato (in peggio) il calcio italiano L’Italia campione del mondo nel 2006 non era soltanto una squadra piena di talento: era anche lo specchio della Serie A di quegli anni. La rosa di Marcello Lippi era costruita attorno ai grandi club italiani, con una distribuzione molto chiara: cinque giocatori della Juventus, cinque del Milan, quattro del Palermo, tre della Roma, due della Lazio e uno a testa da Livorno, Inter, Fiorentina e Udinese.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoMa cosa succederebbe oggi, nel 2026, se si provasse a ricreare una lista di convocati dell’Italia seguendo lo stesso criterio? Non considerando più i ruoli, ma soltanto la squadra di provenienza, il valore di mercato e il rendimento recente, il confronto racconta molto del cambiamento del calcio italiano.I possibili convocati dell’Italia 2026 club per clubDalla Juventus arriverebbero cinque nomi: Michele Di Gregorio, Federico Gatti, Andrea Cambiaso, Manuel Locatelli e Fabio Miretti. Un blocco ancora abbastanza credibile, tra esperienza, valore e continuità, anche se nessuno dei componenti è minimamente accostabile a quello del Mondiale tedesco.Il Milan, che nel 2006 portava Nesta, Gattuso, Pirlo, Gilardino e Inzaghi,oggi potrebbe proporre Samuele Ricci, Matteo Gabbia, Davide Bartesaghi, Francesco Camarda e Christian Comotto. Profili diversi, più giovani e meno affermati, ma coerenti con il criterio scelto.Il Palermo avrebbe quattro slot: Niccolò Pierozzi, Filippo Ranocchia, Antonio Palumbo e Jacopo Segre. Qui il confronto è più simbolico che realistico: nel 2006 il club rosanero era una fabbrica di nazionali, oggi il livello è diverso e milita in Serie B.Per la Roma i tre nomi sarebbero Daniele Ghilardi, Gianluca Mancini e Niccolò Pisilli. La Lazio ne porterebbe due: Nicolò Rovella e Mattia Zaccagni. Dall’Inter il nome più forte sarebbe Alessandro Bastoni o Federico Dimarco, mentre Fiorentina e Udinese sarebbero rappresentate da Moise Kean e Nicolò Zaniolo.Resta vuoto il posto del Livorno: oggi non ci sono profili realmente convocabili. Ed è proprio questo il dato più interessante: l’Italia 2006 nasceva dai club italiani; quella del 2026 non ha dai club allora egemoni un blocco anche solo parzialmente convincente. Forse è proprio attraverso questo semplice gioco di accostamenti che ci si rende conto del tempo trascorso e di una mutazione genetica del calcio italiano…