Crosetto: «Il regime iraniano non rispetta i patti, ma una parte vuole la fine della guerra. Gelo Meloni-Trump? Al vertice Nato conversazioni normali»

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Tornato dal vertice di Ankara, il ministro della Difesa Guido Crosetto, in un’intervista rilasciata a Monica Guerzoni per il Corriere della Sera, affronta i temi della sicurezza nazionale e internazionale, il progressivo deterioramento dei rapporti tra le grandi potenze e la minaccia che la Russia di Vladimir Putin rappresenta per l’Europa. Si parte dall’Iran. O meglio, dal fallimento della tregua tra Stati Uniti e Teheran descritto da Crosetto come l’ennesima dimostrazione dell’inaffidabilità del regime. «È una riedizione di quel che abbiamo visto nei mesi scorsi, con Hormuz bloccato dalla inaccettabile e folle strategia iraniana. Il regime prima prende impegni e poi li disattende, bombardando le navi», afferma. Secondo il ministro, Teheran ha trasformato lo Stretto di Hormuz nella propria arma strategica più efficace, usandolo come strumento di pressione non solo contro i suoi avversari diretti, ma anche nei confronti dell’intera economia mondiale.Il conflitto in IranCrosetto respinge anche l’idea che sia stata l’amministrazione Trump a rafforzare la posizione di Teheran. A suo giudizio, l’intervento americano avrebbe invece indebolito la leadership religiosa della Repubblica islamica, lasciando però maggiore spazio ai pasdaran. «Trump ha decapitato il regime iraniano, ma eliminando la parte religiosa sono rimasti i militari più violenti ed estremisti», osserva, descrivendo un Paese ormai diviso tra una componente favorevole al negoziato e una fazione integralista pronta a prolungare il conflitto anche a costo di sacrificare il futuro dell’Iran. Nonostante le nuove tensioni, il ministro ritiene che entrambe le parti abbiano interesse a chiudere rapidamente il confronto militare.Il rapporto tra Trump e MeloniSul presunto «gelo» tra Giorgia Meloni e Donald Trump al vertice Nato di Ankara, in seguito agli attacchi del presidente statunitense, Crosetto respinge l’ipotesi di tensioni. «Chi era presente sa bene che erano seduti allo stesso tavolo e che, per tutta la cena, ci sono state conversazioni assolutamente normali», afferma, definendo positivo l’esito del vertice. «Molti prevedevano che l’Alleanza Atlantica si sarebbe incrinata e che Trump avrebbe umiliato tutti i leader. Invece ha concluso con un appello alla “peace and love”. Il nostro obiettivo, mantenere salda l’Alleanza, è stato raggiunto».Le spese per la difesaQuanto alle pressioni esercitate dal leader americano sugli alleati, Crosetto esclude che si tratti di ricatti. «Trump non ricatta, spinge con molta forza perché tutti si prendano sulle spalle la loro parte di responsabilità. Il suo mantra è: “Paesi europei, dovete fare da soli”», afferma Crosetto, rivendicando inoltre il percorso dell’Italia verso l’obiettivo del 5% del Pil destinato alla difesa entro il 2035. «Siamo arrivati al 2,01% di spese per la difesa e al 2,8% considerando anche la sicurezza. Il prossimo anno saremo al 2,3% e quello successivo al 2,6%. Siamo nelle condizioni di rispettare gradualmente gli impegni assunti». Ricorda anche come l’Italia sia oggi «il primo contributore della Nato per numero di uomini impiegati», davanti a Stati Uniti, Francia e Regno Unito.Il ministro allontana la possibilità che il rafforzamento della spesa militare avvenga a discapito del welfare. «Sono risorse che verranno richieste all’Unione europea come spese aggiuntive, senza toccare alcun capitolo del sociale». Inoltre, precisa che non si tratta soltanto di investimenti in armamenti, ma anche di stipendi, pensioni, ricerca, università, tecnologia e occupazione legata all’industria della difesa.La guerra russa in UcrainaSul fronte ucraino, Crosetto invita a non sottovalutare Mosca. Commentando le posizioni del leader del M5s, Giuseppe Conte, secondo cui la minaccia russa sarebbe stata ingigantita per giustificare il riarmo europeo, il ministro replica ricordando che «per Conte era una balla che la Russia avrebbe attaccato l’Ucraina». E aggiunge: «Mosca ha 2 milioni e 400 mila militari impiegati, ha aumentato le proprie truppe e io non so dove voglia usarle. Da ministro devo prendere sul serio la Russia di Putin». Crosetto manifesta poi forte preoccupazione per la sicurezza nazionale e internazionale, facendo riferimento anche ai recenti casi di spionaggio. «Sono preoccupato per l’evoluzione dei rapporti tra le grandi potenze. Per questo sto lavorando per costruire un sistema serio di difesa. Temo possa arrivare al governo qualcuno intenzionato a smantellarlo». Un riferimento che estende anche a quelli che definisce «gli alleati involontari dei nemici». Guardando al futuro dell’Europa, il ministro indica nell’Ucraina un partner strategico. «Oggi l’esercito più forte dell’Unione europea è quello ucraino. Quattro anni fa erano dati per spacciati, oggi rappresentano una realtà con cui ogni futuro sistema di difesa europeo dovrà confrontarsi e integrarsi».L'articolo Crosetto: «Il regime iraniano non rispetta i patti, ma una parte vuole la fine della guerra. Gelo Meloni-Trump? Al vertice Nato conversazioni normali» proviene da Open.