Cistite: perché i rischi aumentano col caldo, come difendersi e i 3 falsi miti 

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Non solo mare, relax e passeggiate sulla spiaggia. Per molti l’estate coincide con un disturbo spiacevole e anche doloroso: la cistite, che sceglie proprio questa stagione per manifestarsi con maggiore frequenza. “Non è una coincidenza: il caldo e il cambiamento delle abitudini possono alterare il delicato equilibrio dell’ambiente urogenitale, riducendone le naturali difese e favorendo l’insorgenza delle infezioni”, spiega LaSalute di LaPresse Myriam Mazza, farmacista e presidente dell’Associazione “Ricomincio da me”.“Uno dei principali fattori di rischio è la disidratazione. Con l’innalzamento delle temperature aumenta la perdita di liquidi attraverso la sudorazione. Se non viene compensate, il volume urinario si riduce e il fisiologico meccanismo di lavaggio della vescica attraverso la minzione diventa meno efficace. Il ristagno di urine offre un ambiente favorevole alla proliferazione dei batteri, che possono agevolmente aderire all’urotelio e colonizzarlo”, chiarisce la specialista. Un aspetto spesso sottovalutato riguarda l’impatto del sudore sulla zona intima. “L’ambiente caldo-umido – avverte – può favorire squilibri del microbiota vulvovaginale, creando condizioni favorevoli alla proliferazione di microrganismi come la Candida o la Gardnerella, che fungono spesso da innesco per l’infiammazione delle vie urinarie”.Non tutti corrono lo stesso rischio cistite La cistite può colpire chiunque, ma alcune categorie sono più esposte. “Le donne rappresentano il gruppo più vulnerabile per ragioni anatomiche: l’uretra, più corta rispetto a quella maschile, facilita la risalita dei batteri verso la vescica. Il rischio aumenta ulteriormente dopo la menopausa, quando la riduzione degli estrogeni altera l’equilibrio del microbiota vaginale, assottiglia le mucose e indebolisce le naturali difese locali, favorendo infezioni e infiammazioni dell’apparato urogenitale”, avverte la farmacista. Anche gli anziani sono particolarmente suscettibili: con l’avanzare dell’età diminuisce infatti la percezione dello stimolo della sete, rendendo più frequente la disidratazione, spesso associata a patologie croniche preesistenti e a un maggior rischio di ristagno urinario.“I diabetici figurano tra i soggetti a rischio: livelli elevati di glucosio nelle urine, alterazioni della risposta immunitaria e un incompleto svuotamento della vescica possono favorire infezioni più frequenti e, talvolta, più severe. Infine meritano particolare attenzione anche i pazienti oncologici, nei quali alcuni trattamenti, come la chemioterapia e la radioterapia, possono compromettere le difese immunitarie – spiega – aumentando il rischio di complicanze e ospedalizzazioni”.Come difendersi dalla cistiteCome difendersi dalla cistite? “Non serve assumere grandi quantità d’acqua in un’unica occasione: è molto più utile bere poco e spesso, mantenendo costante l’idratazione dell’organismo. Anche l’alimentazione può offrire un valido supporto: frutta e verdura di stagione, ricche di acqua e sali minerali, aiutano a compensare le perdite dovute alla sudorazione e contribuiscono al benessere generale durante i mesi più caldi”, raccomanda Mazza.Nelle persone soggette a episodi ricorrenti “risulta particolarmente utile l’assunzione del D-mannosio. Questo zucchero semplice viene eliminato immodificato con le urine e agisce legandosi alle fimbrie di Escherichia coli, le strutture che il batterio utilizza per aderire alla parete della vescica, ostacolandone l’ancoraggio e favorendone l’eliminazione con la minzione”, dice la farmacista.Un aspetto importante riguarda la regolarità dell’alvo.  “Molti dei principali batteri uropatogeni, primo fra tutti l’Escherichia coli, appartengono al normale microbiota intestinale. Alterazioni del transito intestinale, come la stipsi, possono favorire la proliferazione e la migrazione di questi microrganismi verso le vie urinarie, complice anche la vicinanza anatomica tra retto e uretra. Per questo è importante preservare il benessere dell’intestino, favorendo una regolare funzionalità dell’alvo e contribuendo al mantenimento dell’equilibrio del microbiota”, dice Mazza.Anche la pelle e le mucose hanno bisogno di protezione“Sudore, sale, sabbia, cloro e costumi bagnati possono irritare la delicata zona intima, provocando bruciore e prurito. Sintomi che non di rado vengono confusi con quelli di una cistite, inducendo alcune persone ad assumere antibiotici senza che vi sia una reale infezione batterica. Per questo motivo è importante utilizzare detergenti intimi delicati, scelti in base alle necessità individuali e all’età, che rispettino il fisiologico equilibrio della pelle e delle mucose, evitando prodotti aggressivi”, raccomanda la farmacista.“Rappresentano un valido alleato anche le creme barriera, formulate con ingredienti dalle proprietà protettive e lenitive, come vitamina E, pantenolo, allantoina e calendula. Queste sostanze – continua – aiutano a difendere le mucose dall’azione degli agenti irritanti, contribuendo a preservarne l’integrità”.Completano le buone abitudini estive “l’utilizzo di biancheria in cotone, il cambio del costume dopo il bagno e una doccia con acqua dolce, utile a eliminare i residui di sale o cloro dalla pelle”.I 3 falsi miti più diffusi Basta bere tanta acqua e la cistite passa da sola – “Una corretta idratazione aiuta a ridurre il rischio di infezione, favorendo meccanicamente l’eliminazione dei batteri attraverso l’atto della minzione, ma non è in grado di curare da sola un’infezione batterica. Trascurare sintomi persistenti può ritardare la diagnosi e consentire all’infezione di risalire verso le vie urinarie superiori”, spiega Mazza illustrando i falsi miti più diffusi.Solo le donne possono avere la cistite – “Anche gli uomini possono esserne colpiti, spesso in relazione a condizioni prostatiche o ostruttive”, precisa.La cistite è sempre causata da batteri – Non tutti i bruciori urinari celano un’infezione batterica. “Diverse condizioni, tra cui l’ipertono del pavimento pelvico, la sindrome della vescica iperattiva e la cistite interstiziale, possono provocare sintomi molto simili. Da questa confusione – chiarisce la specialista – nasce uno degli errori più frequenti e potenzialmente più dannosi: l’assunzione di antibiotici senza una diagnosi clinica. In assenza di una reale infezione batterica, l’antibiotico non solo risulta inefficace, ma può rivelarsi controproducente, alterando il microbiota intestinale e vaginale e aumentando così il rischio di nuovi episodi infettivi. In presenza di sintomi che facciano sospettare un’infezione urinaria, è importante rivolgersi al medico”, raccomanda Mazza.“In questa stagione ricordiamoci di prenderci cura non solo della pelle, ma anche della salute intima. Bere due bicchieri d’acqua in più, avere sempre con sé un costume asciutto e non trascurare i segnali che il corpo ci manda, sono piccole accortezze che possono fare una grande differenza”, conclude la farmacista.Questo articolo Cistite: perché i rischi aumentano col caldo, come difendersi e i 3 falsi miti  proviene da LaPresse