Gli intrecci con Qatar e Sauditi dei proprietari di Repubblica

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Nel marzo 2026 il gruppo Gedi, editore di Repubblica, è stato venduto alla holding greca Antenna Group, di proprietà del cinquantaduenne miliardario ateniese Theodore Kyriakou, appartenente a una delle più prestigiose famiglie di armatori greci.Nell’acquisizione da Exor del 100 per cento del pacchetto di Gedi Gruppo Editoriale figura tra gli altri anche Limes. Ora, negli ultimi anni da più parti si accusano entrambe queste redazioni – specialmente Repubblica – di mantenere una spiccata avversione contro Israele e di appoggiare la propaganda araba, addirittura le fake news di Hamas, alimentando l’isteria pro-pal e antisemita. Che ciò sia vero o meno, qualcuno è andato a esplorare i meandri dietro l’azionariato di Antenna Group.Gli azionisti di Antenna GroupSecondo le inchieste del Financial Times e di Esquire, Antenna sarebbe un colosso finanziario non molto facile da comprendere, ma di certo ha 37 canali televisivi, piattaforme streaming, più di 1,6 milioni di utenti registrati con audience da 140 milioni fino a 500 milioni di spettatori, possiede radio e produzioni cinematografiche, oltre a molteplici altre diramazioni commerciali. Copre mezza Europa, Stati Uniti e Australia.Antenna è controllata da K Group Holding S.àr.l., una società di partecipazioni con sede nel Lussemburgo appartenente alla famiglia Kyriakou e controllata in parti uguali (33,33 per cento ciascuno) dai tre fratelli Theodore, Xenophon e Athina attraverso altrettante holding intermedie: Globecast Holdings (riconducibile a Thodōrīs), Altavista Global Holdings (riconducibile a Xenophon) e Praxis Global Investments (riconducibile ad Athina).Le cose si fanno interessanti qui: nel 2024, secondo le ricerche del giornalista Stefano Piri, “K Group ha varato un veicolo da un miliardo di dollari con QIA, il fondo sovrano del Qatar. E tra il 2021 e il 2022, Mohammed bin Salman – principe successore al trono e primo ministro saudita – ha acquisito il 30 per cento di Antenna Greece per circa 225 milioni di euro, attraverso la piattaforma MBC controllata dal fondo PIF (Public Investment Fund saudita, ndr)”. Nel frattempo, compaiono le foto di Kyriakou con l’emiro del Qatar in incontri ufficiali e a cene esclusive.Qual è il problema? Il problema è che il Qatar è unanimemente considerato e condannato – dagli stessi altri Paesi arabi – come lo sponsor principale dei Fratelli Musulmani, secolare compagine islamista radicalizzata, i cui bracci armati si protendono da Hamas ad Al Qaeda, e a qualsiasi gruppo terrorista musulmano.Tutta la propaganda anti-occidentale e anti-israeliana proviene poi da Al Jazeera, emittente qatariota finanziata dal governo di Doha, dispensatrice di fake news e odio jihadista.Mentre l’Arabia Saudita – che non per nulla continua a non far parte degli Accordi di Abramo – non brilla certo per diritti umani, democrazia, e amore verso Israele; senza considerare la disinvoltura con cui i suoi servizi segreti uccidono i dissidenti: molti rapporti ufficiali avevano indicato addirittura il principe saudita come mandante dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi.Ebbene, in pratica si viene a scoprire che dietro la proprietà di Repubblica e di Limes si muovono gli arabi, proprio quegli arabi potentissimi non tanto amici dell’Occidente e di Israele, che stanno inondando di islamismo l’Europa e gli Usa anche tramite partiti politici e media di sinistra. “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina” diceva Papa Pio XI.L'articolo Gli intrecci con Qatar e Sauditi dei proprietari di Repubblica proviene da Nicolaporro.it.