Il malcontento che covava da anni è esploso nell’ultimo mese. Le immagini sono note. Da oltre 35 giorni, migliaia di persone manifestano nelle strade della capitale albanese, Tirana, per chiedere le dimissioni del primo ministro Edi Rama, al potere dal 2013. A innescare la protesta, ribattezzata «rivoluzione dei fenicotteri», è stato il controverso progetto immobiliare legato a Jared Kushner, marito di Ivanka Trump e genero del presidente statunitense, e a una rete di figure ambigue. Un resort di lusso da 1,4 miliardi di dollari tra l’isola di Sazan, ex base militare nello Stretto di Otranto vicina al gasdotto Tap, e il paesaggio protetto di Vjosë-Nartë. Albania, la «rivoluzione dei fenicotteri» contro il resort di Jared KushnerL’operazione è stata resa possibile da una riforma del 2024 che ha aperto allo sviluppo turistico in alcune aree tutelate a livello ambientale, tra cui quella vicino a Valona. Ma dietro le contestazioni, tra le più partecipate dalla caduta del comunismo e liquidate dallo stesso Rama come «isteria digitale», si cela un malessere più profondo che da anni alimenta la crescente insoddisfazione della società albanese. E che ora arriva anche ai vertici del potere.La deputata Marjana Koçeku lascia il partito di Edi RamaLa più giovane deputata dell’attuale legislatura, Marjana Koçeku, 26 anni a novembre, ha infatti deciso di lasciare il Partito socialista di Rama, anche in dissenso con i progetti imprenditoriali legati alla famiglia Trump. Oggi siede in Parlamento come indipendente. Fino a pochi anni fa, però, la politica non rientrava nei suoi progetti. Dopo gli studi in relazioni internazionali in Italia sperava, come molti dei suoi coetanei, di costruirsi una carriera all’estero. Un’aspirazione condivisa anche da molti genitori albanesi, convinti che il modo migliore per garantire ai propri figli «dignità, sicurezza e opportunità» fosse costruire il proprio futuro lontano dal Paese. «Di fronte ai problemi della corruzione e delle fragilità della nostra democrazia e delle istituzioni, molti genitori – nati e cresciuti sotto la dittatura – hanno pensato che il dono più grande, ma anche il più doloroso, fosse offrire ai propri figli la possibilità di costruirsi una vita all’estero. Per questo la mia generazione è cresciuta pensando che il futuro fosse fuori dall’Albania», racconta a Open Koçeku. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. «Le proteste dimostrano che la nuova generazione comincia a vedere l’Albania come un Paese in cui vale la pena vivere e al quale vale la pena tornare. Anche gli albanesi della diaspora sono rientrati da tutta Europa per partecipare alle manifestazioni. Vogliono un’Albania con più benessere, sicurezza e opportunità. Sono convinta che la mia generazione possa trasformare il Paese in un luogo dove emigrare non sia più una necessità, ma soltanto una scelta».MARJANA KOÇEKU | La deputata albanese Marjana KoçekuLa rottura con la maggioranza di Tirana e la svolta generazionaleLa rottura con i socialisti di Koçeku, nota per le sue battaglie a favore del turismo sostenibile, risale a metà giugno. Si tratta di una defezione atipica in un partito storicamente unito nei momenti di crisi. Una decisione, spiega, maturata nel tempo. «Nei miei interventi in Parlamento sono sempre stata molto critica – prosegue la deputata -. Non è stata una scelta impulsiva, ma il risultato di una lunga riflessione. Le proteste hanno avuto un ruolo importante perché hanno coinciso con il momento in cui la mia insoddisfazione personale e politica ha raggiunto il punto di non ritorno». E proprio nel momento di massima mobilitazione «ho capito che non potevo più rimandare quella scelta». ANSA/ALEXANDROS VLACHOS | La «rivoluzione dei fenicotteri» in AlbaniaIl resort di Kushner e i rischi per l’adesione dell’Albania all’UeMa il progetto immobiliare a trazione Usa non rappresenta soltanto una questione interna al Paese. Potrebbe infatti compromettere il percorso di adesione di Tirana all’Unione europea. Da Bruxelles è arrivato un monito chiaro: i negoziati per l’ingresso dell’Albania nel blocco dei 27 – che Rama punta a concludere entro il 2030 – rischiano di subire una «battuta d’arresto» se il governo non «cambierà rotta». A ribadirlo è stata l’eurodeputata ecologista olandese Tineke Strik, al termine di una visita nelle aree coinvolte dal progetto. Il problema è da ricercare nel capitolo 27 dei negoziati, quello dedicato agli standard europei in materia di tutela ambientale, che secondo Strik l’Albania non sta rispettando. «Il governo albanese ha ancora molto lavoro da fare sul fronte della tutela ambientale – dice Koçeku -. Finora, però, ha spesso agito nella direzione opposta, approvando progetti incompatibili con la protezione della natura, senza trasparenza, senza consultazioni pubbliche e attraverso procedure poco chiare. È necessario correggere la rotta prima che sia troppo tardi. Il rischio è che il prezzo di questa irresponsabilità politica venga pagato dall’intero popolo albanese», afferma.ANSA/MALTON DIBRA | La «rivoluzione dei fenicotteri» in AlbaniaLa struttura orizzontale della «rivoluzione dei fenicotteri»Ma, quale che sia il costo politico dello scontro, gli albanesi continuano a manifestare. E la ragione sta anche nella natura stessa della mobilitazione. Non ha leader né una struttura politica tradizionale. Si tratta di un movimento orizzontale e trasversale, capace di unire generazioni diverse attorno a un obiettivo comune, scardinare un sistema ritenuto corrotto. «All’inizio le proteste erano nate contro un singolo progetto. Con il passare dei giorni si sono trasformate in una mobilitazione di massa che chiede un cambiamento del sistema, una democrazia più solida, maggiore trasparenza, istituzioni responsabili e le dimissioni del governo», spiega Koçeku. Per la deputata, quanto sta accadendo rappresenta un momento cruciale per il Paese. «Gli albanesi si sono risvegliati nella forma più bella della partecipazione civica. Stiamo vivendo giorni importanti per la nostra democrazia e questa straordinaria mobilitazione rappresenta un segnale di speranza per il nostro futuro». E, finché i cittadini non verranno ascoltati, le piazze di Tirana continueranno a riempirsi. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Marjana Koçeku (@neomalsore)Foto copertina: ANSA/MALTON DIBRA | Le protesta in Albania contro il resort di Kushner e il primo ministro Edi Rama, 20 giugno 2026L'articolo Albania, la deputata 25enne che lascia il partito di Edi Rama parla a Open: «I nostri genitori vedevano il futuro all’estero, noi lo difendiamo qui» proviene da Open.