La sigla «RS» di Bmw è oggi sinonimo di moto per lunghi viaggi. Nata nei reparti corse degli anni Cinquanta per i prototipi da competizione (Rennsport), ha vissuto una metamorfosi radicale nel 1976. Fu allora che i tecnici bavaresi decisero di portare quelle due lettere sulle moto stradali, trasformando il loro significato nel manifesto del mototurismo contemporaneo.Il «Reise und Sport» (Viaggio e Sport) cambiò il concetto della lunga percorrenza su due ruote. Il punto di svolta di questa nuova dinastia si vide al Salone di Colonia del 1976, quando Bmw rispose alla potenza inarrivabile delle superbike giapponesi anni’70 con la R 100 RS, la prima moto al mondo prodotta in grande serie con una carenatura integrale fissa, solidale al telaio. Disegnata da Hans Muth e affinata nella galleria del vento di Pininfarina, la sua grande scocca annullava la pressione dell’aria sul corpo del pilota, permettendo al motore boxer da 980 cc e 70 CV di mantenere medie fino a 200 km/h senza affaticare. Così nasceva 50 anni fa il segmento delle Sport-Tourer.Dall’inizio degli anni ’80 la sigla RS fu utilizzata anche sugli inediti motori 4 cilindri della serie K con cilindrate da 750 a 1200 cc. Prodotte fino al 2005. Nel 1993 fu rivoluzionaria anche un’altra Bmw RS nuovamente con bicilindrico boxer, la R 1100 RS con 4 valvole per cilindro e la forcella Telelever.Dal 2025 la gamma delle Sport Tourer bavaresi è rappresentata dalla R 1300 RS, con 145 cavalli di potenza e tecnologie all’avanguardia come il radar di bordo, il cruise control adattivo, le valigie elettrificate e la possibilità di cambio automatico ASA (Automated shift assistant)L'articolo Bmw serie «RS»: i 50 anni della capostipite delle «Sport Tourer» proviene da La Verità.