Revolut vittima di una truffa, esposti i dati di quasi 700 clienti

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AGI - Sono quasi 700 i clienti di Revolut implicati in una mega 'truffa' che ha portato la fintech a violare i dati personali e a consegnarli accidentalmente ad alcuni criminali informatici che si spacciavano per funzionari governativi. Si tratta di informazioni sensibili: dati dei passaporti, carte d'identità, numeri di conto corrente, indirizzi di residenza e attività relative ai bitcoin. È quanto rende noto il Financial Times rivelando che secondo alcune fonti, il gruppo di pagamenti ha contattato tempestivamente 680 persone che ritiene siano state coinvolte nella truffa.Secondo quanto sottolinea Elisabetta Piccolotti di Avs che riporta indiscrezioni di stampa, "il dominio da cui gli hacker hanno chiesto e ottenuto le informazioni sarebbe una PEC del ministero dell'Interno" italiano. Per questo motivo, il gruppo parlamentare presenterà un'interrogazione al ministro Matteo Piantedosi "per capire se sia vero e se sia stata violata solo la casella di posta certificata o anche altri sistemi e servizi del Viminale e se altre forze dell'ordine siano coinvolte. E se il ministero sia a conoscenza di analoghe truffe che coinvolgono altri istituti di credito". Anche le associazioni dei consumatori chiedono chiarezza. L'indagine della polizia postale sulla truffaAnche la polizia postale e per la sicurezza cibernetica sta indagando sulla vicenda. Secondo una prima ricostruzione, soggetti non autorizzati si sarebbero spacciati per rappresentanti di un'autorità pubblica e, sfruttando credenziali o indirizzi riconducibili a un'amministrazione italiana, avrebbero ottenuto dalla società finanziaria informazioni sensibili su numerosi clienti.Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le modalità con cui i criminali avrebbero avuto accesso ai sistemi utilizzati per rendere credibili le richieste e di chiarire l'effettiva provenienza delle comunicazioni inviate a Revolut.Anche L'autorità britannica di regolamentazione dei dati, l'Information Commissioner's Office, ha fatto sapere di star indagando sull'incidente dopo che Revolut si era autodenunciata all'autorità di vigilanza.La versione di RevolutL'azienda, ha fatto sapere un portavoce al Financial Times, ha fatto sapere di aver "bloccato immediatamente l'indirizzo" dopo aver rilevato il problema e di aver informato le autorità di regolamentazione e i clienti coinvolti. "I sistemi di Revolut e i fondi dei clienti non sono stati compromessi", ha aggiunto. Dal suo lancio nel 2015, Revolut è diventata la più grande fintech d'Europa con 80 milioni di clienti e una presenza in 30 paesi. Recentemente è stata valutata 115 miliardi di dollari in un'operazione di vendita secondaria di azioni. Tra le persone coinvolte figura anche Mark Karpelès, ex amministratore delegato della piattaforma di criptovalute Mt. Gox. Altri nomi, tra cui quelli di sportivi professionisti, sono comparsi nelle ricostruzioni circolate online e nei materiali attribuiti agli autori dell'attacco, ma non risultano al momento confermati in modo indipendente.La denuncia delle associazioniIn Italia, le associazioni dei consumatori esprimono preoccupazione. Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, sottolinea che "la protezione dei clienti non riguarda soltanto il denaro depositato, ma anche le informazioni personali che vengono affidate a chi offre servizi finanziari - dichiara il presidente, Gabriele Melluso - Il rischio è che i dati acquisiti dai criminali possano essere utilizzati per costruire tentativi di frode più credibili e mirati. Conoscere il nome, l'indirizzo o altri dettagli del cliente non rende autentico chi lo contatta. Invitiamo pertanto i clienti a prestare la massima attenzione a telefonate, email e messaggi inattesi. Chi si spaccia per la banca e chiede di consegnare password, PIN o codici monouso di accesso e autorizzazione sta tentando una truffa. Queste informazioni non devono essere comunicate a nessuno, neppure quando l'interlocutore sostiene di dover bloccare un'operazione sospetta o proteggere il conto". Inoltre, prosegue, "chiediamo a Revolut piena chiarezza sulla portata dell'episodio, informazioni puntuali ai clienti coinvolti e un'assistenza concreta per prevenire ulteriori conseguenze".Interviene sulla vicenda anche il Codacons: "Vogliamo capire se tra i dati consegnati ai cyber-criminali ci siano anche informazioni sensibili relative alla clientela italiana, e quanti soggetti siano stati coinvolti - spiega l'associazione - Dalle notizie apparse emergerebbe poi che altre istituzioni e forze dell'ordine italiane sarebbero state violate dal gruppo criminale responsabile della truffa a Revolut. Questo espone una moltitudine di aziende a tentativi di truffe attraverso pec istituzionali, del tutto simili a quella subita dalla societa' britannica, mettendo a serio rischio una mole enorme di dati personali degli utenti" avvisa il Codacons.Per tali motivi l'associazione chiede alle autorita' competenti di attivarsi per accertare le dimensioni del fenomeno, se e quante istituzioni italiane siano state violate dai criminali informatici e quali pec siano state utilizzate per realizzare furti di dati sensibili. Il Codacons sta inoltre valutando le possibili azioni legali da intraprendere in caso di violazione della privacy degli utenti italiani.