Una casa che fino a pochi mesi fa costava 300 o 400 euro al mese oggi può arrivare a costarne 700. Gli affitti a Niscemi sono aumentati mentre centinaia di famiglie stanno ancora cercando una sistemazione dopo la frana che a gennaio ha costretto quasi 1.500 persone a lasciare le proprie abitazioni. Per alcuni sfollati trovare una nuova casa nel proprio Comune è diventato così difficile da spingerli a trasferirsi nella vicina Gela.«Prezzi assurdi per case vergognose»Tra chi ha cercato una nuova sistemazione c’è Giuseppe, 46 anni, che ha aiutato gli zii sfollati a trovare casa. «Ho visto prezzi assurdi per case vergognose», racconta a La Sicilia. La famiglia ha visitato almeno una decina di immobili, alcuni disabitati da anni e bisognosi di lavori, altri proposti a cifre troppo alte. Per un appartamento sviluppato su tre piccoli piani, con una stanza per livello, la richiesta era di «500 euro in nero o 650 euro con contratto».Tra le alternative c’è stato anche un box adibito ad abitazione: «Ci è stato proposto pure un garage trasformato in casaa 450 euro al mese», racconta Giuseppe. Alla fine gli zii hanno lasciato Niscemi e si sono trasferiti a Gela, dove hanno trovato un appartamento di circa 100 metri quadrati sul lungomare, recentemente ristrutturato, per 400 euro al mese e con un contratto regolare.Una situazione simile è stata raccontata da un’altra famiglia sfollata: per un’abitazione a Niscemi sarebbero stati chiesti 600 euro senza contratto e 700 con un contratto regolare. Anche loro hanno scelto Gela, dove per il momento sono ospitati gratuitamente da una donna. Molte delle persone coinvolte, però, preferiscono non esporsi. Al disagio si aggiunge «il timore di parlare male» del proprio paese o perfino di amici e conoscenti, scrive La Sicilia: in alcuni casi, infatti, a proporre prezzi raddoppiati sarebbero state persone «vicine».Solo 39 case disponibili per l’affittoLa difficoltà nel trovare una nuova abitazione si scontra anche con un’offerta limitata. Una ricognizione avviata dal Comune tra i proprietari aveva individuato 311 immobili disponibili per la vendita e appena 39 per l’affitto. Per sostenere le persone costrette a lasciare le proprie case è stato attivato il contributo per l’autonoma sistemazione. La Regione Siciliana ha previsto somme mensili comprese tra 400 e 900 euro, a seconda della composizione del nucleo familiare. Sono circa 440 le famiglie che hanno ricevuto o riceveranno il sostegno, per un importo complessivo mensile di circa 320 mila euro. A fine febbraio erano 252 quelle che avevano già ricevuto il primo contributo.La frana continua a muoversiA più di sette mesi dalla frana del 25 gennaio, il terreno a Niscemi continua a mostrare nuovi movimenti. All’inizio di settembre si è aperta una fessurazione lunga circa 60 metri in via Ustica, sul versante sud-est, in un’area che ricade già all’interno della zona rossa e a meno di 500 metri dal plesso scolastico San Giuseppe. A preoccupare è anche il fatto che sia comparsa in un periodo senza piogge. Secondo il sindaco Massimiliano Conti, bisognerà capire se si tratti della naturale evoluzione del fronte franoso o del segnale di una sua possibile riattivazione.L'articolo Niscemi, dopo la frana gli affitti salgono fino a 700 euro: «Prezzi assurdi per case vergognose» proviene da Open.