Ad Armeno, piccolo borgo piemontese sito sulle alture della sponda occidentale del lago D’Orta ai piedi del Mottarone, nonché mio paese di origine, il 15 settembre, il primo giorno di scuola per gli alunni della scuola materna, primaria e secondaria non è consistito nel reale e consueto ritorno sui banchi; ogni scolaresca è stata accompagnata dai rispettivi insegnanti al campo sportivo del Paese, per partecipare a un momento inaugurale dell’anno scolastico all’insegna dell’inclusione, dello sport e di una visione positiva della disabilità. L’iniziativa è stata, in particolare, voluta e promossa dalla maestra di 4a elementare, Mara Lavarini, anche sindaco del Paese, sempre molto attenta alle tematiche sociali.Sotto un sole ancora estivo, i bambini sono stati accolti con il saluto d’apertura della sindaca e della dirigente scolastica Katia Doddato dando inizio all’evento. Fiore all’occhiello della mattinata è stata la presenza del “ASD Baskin Ciuff” di Borgomanero, ente che oltre a gestire la squadra sportiva di baskin, il basket giocato insieme da persone con e senza disabilità, promuove la stessa disciplina nelle istituzioni e nelle scuole. Grazie alla partecipazione di alcuni giocatori con disabilità, gli alunni della scuola primaria e della secondaria di Armeno hanno avuto la possibilità di fare alcuni tiri con loro. Un momento all’insegna della vera inclusione, in cui si è data ai bambini l’opportunità di rapportarsi con alcuni coetanei disabili, cosa non così scontata in una comunità piccola come quella di Armeno. Inoltre, gli alunni hanno provato a lanciare la palla dalla sedia a rotelle, utilizzando un canestro più basso, rispetto a quelli normalmente utilizzati. Attraverso questa particolare esperienza, anche se durata breve tempo, i bambini hanno potuto sperimentare cosa si prova a essere seduti su una sedia a rotelle e avere la consapevolezza che si possono fare lo stesso molte attività che compiono gli altri.Per rafforzare questi input che gli alunni hanno potuto ricevere da questi piccoli, ma importanti momenti, personalmente, ho parlato alle singole classi presenti sulla mia esperienza personale di vita di persona con disabilità, cercando di modulare i concetti alla loro età.I più piccoli, quelli della materna, sono stati, logicamente, esenti da tutto questo; per loro è stato creato uno spazio apposito dove hanno potuto giocare e socializzare tra di loro. A tutti i bambini e i ragazzi presenti è stato offerto un aquilone, simbolo di libertà e opportunità di far volare in alto i propri desideri e sogni; hanno potuto, infine, gustare una ricca merenda, a base dei cibi preferiti dai bimbi, pizza, focaccia, patatine, pane e nutella.Senza voler elogiare troppo un’iniziativa del mio paese che mi ha visto coinvolta in prima persona, sono convinta che se tutte le scuole d’Italia organizzassero momenti come questo, si potrebbe parlare veramente di inclusione scolastica.