Sono iniziate le votazioni per le elezioni parlamentari in Russia, con il principale partito legato al Cremlino, Russia Unita, pronto a mantenere il suo controllo schiacciante sulla Duma, la Camera bassa. Le operazioni di voto sono iniziate oggi nell’estremo oriente russo.Il contesto politico ed economico, tuttavia, è visibilmente cambiato a distanza di quattro anni e mezzo dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. I costi economici stanno aumentando, gli attacchi ucraini contro le raffinerie di petrolio e le infrastrutture logistiche russe hanno causato danni ingenti e l’opinione pubblica – che non percepisce più il conflitto come qualcosa di lontano – appare sempre più inquieta e provata dalla guerra. Tali sfide hanno spinto il Cremlino a soffocare anche i più lievi segnali di dissenso in vista delle elezioni, le prime dopo l’invasione dell’Ucraina lanciata da Mosca nel 2022.L’opposizione messa a tacereDa oggi, venerdì 18 settembre, a domenica 20, i russi sono dunque chiamati alle urne. In corsa ci sono il principale partito del Cremlino, Russia Unita, e altri nove partiti, tutti favorevoli alle politiche del presidente Vladimir Putin. L’unico partito registrato che si è opposto alla guerra in Ucraina, Jabloko, è stato escluso dalla competizione elettorale. L’assenza di una vera opposizione lascia al Cremlino un controllo pressoché totale della scena politica russa, mentre aumentano i costi economici della guerra e si intensificano gli attacchi ucraini contro le raffinerie di petrolio. I raid con i droni hanno reso più tangibili per i russi gli effetti della guerra, a oltre quattro anni e mezzo dal suo inizio. Il Cremlino vuole che queste elezioni mettano in evidenza il sostegno popolare alla guerra e conferiscano una parvenza di legittimità alla sua azione. Le autorità hanno cercato di evitare qualsiasi rischio politico reprimendo anche i più piccoli segnali di dissenso. In 11 regioni si voterà anche per eleggere i governatori, mentre in 39 saranno eletti i membri dei parlamenti regionali. Il voto si svolgerà nell’arco di tre giorni, nel tentativo di favorire l’affluenza dei 111 milioni di elettori aventi diritto, e prevederà anche la possibilità di votare online. Al voto anche le regioni ucraine ammesse da MoscaPer la prima volta, le elezioni comprenderanno anche gli abitanti delle quattro regioni ucraine che Mosca ha annesso illegalmente dopo l’invasione del 2022, suscitando una dura protesta da parte di Kiev, che ha invitato governi stranieri e organizzazioni internazionali a non riconoscere il risultato. Si voterà inoltre in Crimea, annessa illegalmente dalla Russia nel 2014. Metà dei 450 seggi della Duma viene assegnata attraverso liste di partito, mentre l’altra metà è contesa in collegi uninominali. Gli elettori esprimono due voti distinti. Il principale partito del Cremlino, Russia Unita, è indicato come favorito per mantenere il predominio sulla Duma, mentre anche gli altri partiti della cosiddetta ‘opposizione di sistema’, che votano con il governo sulle principali questioni, dovrebbero conservare la propria presenza in Parlamento. Jabloko è stato escluso dalle liste proporzionali e ora presenta candidati soltanto nei collegi uninominali. Russia Unita, il cui simbolo è un orso che avanza sotto il tricolore russo, aveva conquistato oltre due terzi dei seggi della Duma nelle elezioni del 2021. Anche questa volta il partito punta a mantenere una posizione dominante nell’assemblea. Nonostante la crescente stanchezza dell’opinione pubblica, la recessione e la stagnazione del tenore di vita, l’imponente macchina della propaganda statale e lo stretto controllo esercitato sulle elezioni dovrebbero favorire il mantenimento del predominio di Russia Unita. La lista del partito è guidata da due figure di primo piano della politica russa: il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, 76 anni, alla guida della diplomazia russa da 22 anni, e Sergei Sobyanin, 68 anni, potente sindaco di Mosca. Nel tentativo apparente di portare volti nuovi in quello che è ampiamente considerato un partito di burocrati, al terzo posto della lista figura il corrispondente di guerra Yevgeny Poddubny, rimasto gravemente ferito da un drone ucraino. I membri di Russia Unita hanno promesso di sostenere lo sforzo bellico e gli obiettivi massimalisti di Putin, nell’ambito di quella che il Cremlino definisce ‘operazione militare speciale’ in Ucraina. Allo stesso tempo, Sobyanin, considerato un pragmatico, ha respinto gli appelli degli esponenti più radicali a favore di una mobilitazione generale dei coscritti e della riconversione dell’intera economia a un’economia di guerra. In corsa ci sono poi: il Partito comunista, guidato da oltre tre decenni dall’82enne Gennady Zyuganov, ex funzionario sovietico, il Partito liberaldemocratico, ultranazionalista guidato da Leonid Slutsky, ex professore che in passato è stato accusato di molestie sessuali. Tra i suoi candidati figura Viktor Bout, ex trafficante d’armi, liberato dagli Usa in cambio della scarcerazione della cestista della WNBA Brittney Griner, Russia Giusta, di orientamento socialdemocratico, il Partito Nuova Gente, che si presenta come una forza liberale rappresentativa dei giovani e dei tecnocrati, i Comunisti di Russia, il Partito dei Pensionati, il Partito dei Verdi, il Partito della Democrazia Diretta e il Partito Patria.Questo articolo La Russia da oggi al voto per il rinnovo della Duma, escluso l’unico partito contrario alla guerra proviene da LaPresse