Qui da queste parti abbiamo una grande, grande passione per i Post Nebbia. Ci incuriosivano da sempre, da quando ne sentimmo parlare e ne intercettammo i primi brani, poi per li abbiamo visti dal vivo a Spring Attitude – sempre siano lodate le scelte del festival romano – ed è scattato l’amore: in un momento in cui il pop di nuova generazione italiano rema quasi tutto in direzione battistiana e come dire un po’ “tenerona”, i Post Nebbia portano avanti con enorme competenza uno spirito synth / funk / new wave tagliente assai, con un approccio per certi versi molto anglosassone.A questo è da aggiungere il fatto che l’etichetta di cui fanno parte, Dischi Sotterranei, è per quanto ci riguarda – assieme a La Tempesta e 42 Records – l’espressione migliore della discografia indipendente italiana. Una gemma, un esempio. Rispetto agli altri due sono gli “ultimi arrivati”, ma proprio per questo hanno portato freschezza, idee, un modo diverso di lavorare, e dobbiamo dire che questo modo ci piace parecchio. Non sono l’etichetta indie che sotto sotto aspira soprattutto a farsi prendere i dischi in licenza da una major: no, hanno proprio un progetto complessivo e collettivo (fatto anche di particolari “momenti culto”, come la loro festa annuale a Padova, al Pedro) specifico, appuntito, entusiasta, nobile, cazzuto. E hanno gusto: sono stati loro a scoprire il talento di Coca Puma, per dire, o sono sempre loro che hanno in roster gli shoegaziani e stilosissimi Satantango così come i bravi e danceflooriani Planet Opal.Insomma, quando ci è stato chiesto di valutare la Premiere del video “El Sueño” di Vinnie Marakas, brano che esce appunto per Dischi Sotterranei e che vede Carlo Corbellini – il leader di Post Nebbia – alla produzione, eravamo già benissimo disposti. E infatti: non siamo stati delusi. Poi beh, Vinnie Marakas è una delle creature più bizzarre nel roster della label: chi è di Torino ed è incappato in “Escandalo Total” sa di cosa stiamo parlando, per tutti gli altri diciamo che si tratta di un agitatore culturale / cantautore piuttosto particolare, col giusto del gioco, del mascheramento, della citazione giocati su una serissima ironia o ironica serietà che lo rende difficile da catalogare e, anche, felicemente non monodimensionale. Ma ecco il video. E poi sotto aggiungiamo qualche info.“El Sueño” anticipa l’album in uscita il prossimo 20 novembre, fra due mesetti insomma, dal titolo “Porte girevoli”. È uno dei brani più “bluesy” e riusciti del disco, e l’intarsio elettronico qua ci pare giocato particolarmente bene. Il video che avete visto qui sopra è stato ideato e girato dallo stesso Vinnie Marakas. Sul comunicato stampa leggiamo: “Sulla pista di ghiaccio di uno stadio vuoto, sotto luci fredde e artificiali, si aggira una creatura in rosso e blu con un copricapo nero lunare. Lascia tracce che non portano da nessuna parte. Altrove, una figura celata dietro una maschera a forma di sole, con un girasole in mano, vaga tra una chiesa e un cimitero. Raccoglie uova d’oro, simbolo di vita e rinascita, mentre scorge un’eternità in cui restare. Due entità opposte, libere e allo stesso tempo prigioniere nei rispettivi sogni”.(Foto di Lorenzo Ubertalli)The post Sotterraneamente prigionieri dei propri sogni: Vinnie Marakas appeared first on Soundwall.