Onu: per la parità di genere serviranno 171 anni

Wait 5 sec.

AGI - Doveva essere sulla carta uno degli obbiettivi di sviluppo sostenibile più facili da raggiungere entro il 2030. E invece a solo quattro anni dalla scadenza, la parità di genere è più lontana che mai a livello globale. Ben che vada, serviranno 171 anni ancora per conseguirla al ritmo attuale dei progressi. A rivelarlo è il rapporto 'Gender Snapshot 2026' pubblicato dalle Nazioni Unite.Il rapporto dell'Onu"Colpisce che nessun singolo indicatore" dell'obbiettivo numero 5 tra i 17 che l'umanità si era data in pompa magna nel 2015 "sia sulla buona strada per essere raggiunto entro il 2030", sottolinea l'Onu. Pessimi i risultati su fine delle discriminazioni, eliminazione della violenza di genere, cessazione di pratiche dannose come i matrimoni forzati e le mutilazioni genitali femminili, piena partecipazione delle donne ai ruoli di leadership e garanzia dei diritti economici e di proprietà. Del resto non è difficile spiegarne le ragioni: a oggi, 6 paesi su 7 sono guidati da uomini. Solo il 19% dei ministri che hanno portafogli economici, e dunque modellano le decisioni su crescita e lavoro, sono donne, cosi' come il 26,3% dei titolati della Salute che decidono gli interventi in campo sanitario. Sono donne solo il 6% degli amministratori delegati, il 14% nel settore dell'intelligenza artificiale, e meno del 20% dei giudici delle più alti corti di giustizia. Gli effetti del circolo vizioso sono evidenti.La povertà colpisce più le donneIntanto sulla povertà che colpisce di più le donne, 9,9% contro il 9,5% degli uomini, cosi' come la malnutrizione: 1,1 miliardi di donne è a rischio fame, ma se si colmasse il divario di genere il numero si ridurrebbe di 45 milioni.Le riforme messe in atto e i risultati ottenutiQualche passo avanti è stato fatto. Tra il 2019 e il 2025, 99 riforme parlamentari hanno contribuito a rimuovere le leggi discriminatorie e a rafforzare i quadri giuridici per la parità di genere. Eppure il 51% dei 131 paesi ha ancora significative lacune legali e nessun paese ha raggiunto la piena parità giuridica. Quasi 1 donna su 3 a livello globale ha subito violenza sessuale, anche dal partner, nel corso della loro vita. Solo negli ultimi 12 mesi, 316 milioni di donne sono state vittime di abusi del compagno. E continuano i matrimoni precoci: quasi 1 ragazza su 5 è sposata prima dei 18 anni. Cosi' come l'infibulazione, subita da 230 milioni di ragazze. In famiglia, il carico di lavoro domestico pesa ancora sulle donne che passano 2,5 volte più tempo nelle faccende rispetto agli uomini. Ma fuori, sono gli uomini a lavorare di gran lunga di più. Secondo i dati per l'anno in corso, solo il 63,9% delle donne tra 25 e 54 anni partecipa alla forza lavoro, rispetto al 92% degli uomini. In leggero miglioramento il dato sulla rappresentanza nei parlamenti nazionali, con il 27,4% dei seggi assegnati a donne nel 2026, rispetto al 22,3% del 2015. Ferma al 35,6% nel 2025 la presenza delle donne nei governi locali. E solo 1 paese su 4 ha i meccanismi necessari per rendere la parità di genere una priorità della spesa pubblica trasparente e tracciabile. La partecipazione ancora bassissima di donne, avverte l'Onu, pesa sulle quote dei bilanci pubblici allocale a servizi essenziali per lo sviluppo anche femminile, come scuola e sanità. E alla fine "questo squilibrio mina gravemente la democrazia in quanto un paese non può sostenere pienamente i diritti umani o i principi democratici mentre meta' della sua popolazione non ha una voce uguale nel processo decisionale", sottolinea il rapporto Le donne poi ancora di fatto non dispongono nè del proprio corpo nè dei propri beni. Solo il 56,3% delle donne tra 15 e 49 anni sposate ha pieno potere decisionale sulla propria salute e sui diritti sessuali e riproduttivi. Quasi due terzi dei paesi non fornisce alcuna, o ne assicura solo una minima, protezione legale per i diritti fondiari delle donne Il minore accesso alla sfera pubblica è riflesso anche dal dato sul possesso dei cellulari: nel 2025, il 78% delle donne ne aveva uno, contro l'87% degli uomini. Milioni di donne restano dunque escluse da informazioni, servizi, finanza e opportunità economiche. Non aiuta il quadro complessivo, anzi è funzionale, la drastica riduzione dei finanziamenti alle organizzazioni per i diritti delle donne, sono diminuiti del 28% tra il 2023 e il 2024. A pagare il prezzo delle discriminazioni pero' non sono solo le donne, è tutta l’umanità. Le donne sono coinvolte come negoziatori o mediatori solo in 2 processi di pace su 8 a livello globale. Nelle riunioni ufficiali, ai tavoli si vedono sempre meno donne. E si potrebbe dire che gli effetti, viste le tensioni internazionali e le tante guerre ancora in corso, si vedono.