La prof accoltellata salvata dall’alunno del Congo. Ma lei: “Io resto per la remigrazione”

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«Ho avuto paura di morire. Lui mi accoltellava e stava in silenzio». Sono le prime parole di Isabella Marsilio, la professoressa accoltellata nella scuola media Verga di Centocelle da uno studente di 13 anni. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori ci sono una vendetta legata a due debiti scolastici e una possibile sfida social. Il giovane infatti indossava un casco e ha cercato di riprendere l’aggressione. La docente è stata ricoverata in codice giallo, ma non è grave. Intervistata da Repubblica, l’insegnante ricostruisce l’aggressione e torna anche sulle sue posizioni politiche, in particolare sulla remigrazione, tema sul quale aveva pubblicato diversi post sui social.L’aggressione è avvenuta poco dopo le 9. «Senza bussare vedo entrare il mio alunno. L’ho guardato ma non ho fatto in tempo a rendermi conto. Indossava un casco da ciclista e un paio di occhiali con telecamera. Nella mano sinistra teneva una bomboletta di spray al peperoncino che mi ha spruzzato in faccia. Poi mi ha colpita con un pugnale che aveva una lama di almeno 20 centimetri. Non ha mai detto parola. Niente. Né prima, né dopo».A fermare l’aggressore è stato un altro studente, originario della Repubblica del Congo. Ed è proprio da questo particolare che nasce una delle domande dell’intervista. Alla professoressa viene fatto notare da Repubblica che sui suoi profili social compaiono post favorevoli alla remigrazione e le viene chiesto se provi disagio per il fatto di essere stata salvata da un ragazzo congolese. La risposta è netta: «Non c’è nulla di incongruente tra un’idea che esprimo sui social e applaudire a un ragazzino che mi ha salvata. Le mie idee non cambiano». E alla domanda se continui dunque a pensarla allo stesso modo sulla remigrazione, Marsilio ribadisce: «Certo. Il mio studente del Congo ha tutti i diritti per stare qui e gli dovrebbero dare una medaglia. Diverso è per chi viene qui e delinque». Alla successiva domanda su cosa avrebbe pensato se a salvarla fosse stato un ragazzo irregolare, replica: «Se non fosse stato regolare non sarebbe stato un mio alunno».Marsilio racconta poi di non avere avuto alcun presentimento sull’aggressione, pur ricordando che il ragazzo aveva manifestato in passato «un senso di rabbia, fastidio, superiorità, anche nei confronti dei compagni». Secondo l’insegnante, la «molla scatenante» potrebbe essere stata il compito previsto quella mattina per recuperare il debito in Storia.Nonostante quanto accaduto, la professoressa non usa parole di rancore nei confronti dell’alunno. «Gli voglio bene e mi dispiace enormemente di aver compreso adesso quanto forte e profondo fosse il suo malessere. Mi dispiace tantissimo se lui ha scambiato i miei insegnamenti per accuse o punizioni». E alla domanda se vorrebbe incontrarlo, risponde senza esitazioni: «Sì, per abbracciarlo». A scuola, assicura, tornerebbe «anche domani», ma dovrà rispettare i 15 giorni di prognosi.L'articolo La prof accoltellata salvata dall’alunno del Congo. Ma lei: “Io resto per la remigrazione” proviene da Nicolaporro.it.