PARIGI — In una sola giornata Emmanuel Macron ha aperto due fronti che sono in realtà uno solo. La mattina, l’ordine al governo di predisporre un piano per proteggere le infrastrutture critiche e i siti dell’industria della difesa da droni e attacchi informatici. Nel pomeriggio, dopo un incontro con i leader dei partiti francesi sul caro-carburanti, l’annuncio di un vertice straordinario del G7 dedicato all’energia, da convocare «nelle prossime settimane». Non mosse separate: il presidente francese tratta la pressione russa — quella dei sabotaggi e quella dei prezzi — come un’unica guerra condotta con mezzi diversi.La motivazione del piano, Macron l’ha data senza giri di parole: gli attacchi ibridi russi contro la Francia e l’Europa si stanno intensificando. «Non resteranno senza risposta», ha avvertito, riferisce la BBC. Il compito passa ora al governo, che dovrà blindare i punti sensibili del Paese: dalle infrastrutture essenziali agli stabilimenti che lavorano per la difesa.Guerra ibrida è la formula che copre tutto ciò che sta sotto la soglia del conflitto dichiarato: sabotaggi, incursioni di droni, attacchi informatici, disinformazione. È la guerra che non compare sulle mappe, ma che da mesi tiene in allarme le capitali europee. Parigi, con l’annuncio di oggi, è la prima a promettere una risposta organica su scala nazionale.Il fronte dell’energiaIl secondo annuncio è arrivato nel pomeriggio, ed è quello che tocca più direttamente le tasche dei francesi. Perché un G7 sull’energia, e perché proprio adesso? Perché i prezzi dei carburanti corrono, spinti — ha spiegato lo stesso Macron — da due guerre insieme: quella tra Stati Uniti e Iran e quella in Ucraina. Il presidente non ha promesso miracoli, anzi: ha messo in chiaro che soluzioni rapide all’impennata dei prezzi non esistono. Ma ha voluto portare la questione al livello più alto possibile, quello del G7, il foro che riunisce Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Canada, con l’Unione Europea al tavolo.La sequenza dice molto della partita vera. Prima l’incontro con i partiti, che chiedevano risposte sul caro-carburanti; poi l’annuncio del vertice internazionale: Macron sposta sul piano dei grandi della Terra un problema che in casa rischia di logorarlo, e insieme si candida a guidare la risposta occidentale su tutti i fronti aperti da Mosca.Il quadro europeo, del resto, si muove nella stessa direzione. Nelle stesse ore si è tenuto il primo vertice dei Carpazi, la catena montuosa che attraversa l’Europa centro-orientale: otto Paesi hanno proclamato la loro solidarietà davanti alla minaccia russa. Al tavolo c’era anche Donald Tusk, primo ministro della Polonia, il Paese che della fermezza verso Mosca ha fatto la propria bandiera. Dai cieli sorvegliati per i droni ai listini dei distributori, il continente reagisce alla stessa pressione — e comincia a farlo in modo coordinato.La prossima mossa ha già un orizzonte: il G7 dell’energia, «nelle prossime settimane», in un formato e in una sede ancora da definire. Fino ad allora resta l’avvertimento pronunciato oggi all’indirizzo di Mosca. Gli attacchi ibridi, ha detto Macron, non resteranno senza risposta. La Francia ha appena iniziato a scriverla.