Giancarlo Giorgetti al Festival di Open 2026: «Il taglio del bollo sarà strutturale. Ma preoccupa l’aumento dei tassi di interesse»

Wait 5 sec.

Il taglio del bollo auto «sarà ovviamente strutturale» e nella prossima legge di Bilancio il governo lavorerà per estenderlo nel tempo. Ma nella manovra potrebbe trovare spazio anche una misura per aumentare gli stipendi dei giovani attraverso una tassazione agevolata, legata agli incrementi salariali riconosciuti dalle imprese. Giancarlo Giorgetti, collegato da Dublino, dove è impegnato in un vertice europeo, anticipa alcune delle linee su cui sta ragionando il ministero dell’Economia intervistato dal direttore Franco Bechis al Festival di Open a Parma.Il ministro avverte però che prima di decidere nuovi interventi bisognerà fare i conti con le risorse disponibili. «La coperta è corta», dice Giorgetti. E a pesare è soprattutto l’aumento dei tassi: «Per un Paese indebitato come l’Italia non è la situazione più bella in assoluto». In vista anche delle prossime elezioni, il ministro torna quindi a insistere sulla necessità di «mantenere una postura di finanza pubblica seria e rispettata».Il bollo auto: «Sarà ovviamente strutturale»La prima certezza riguarda il bollo auto. «Sarà ovviamente strutturale», spiega Giorgetti. «Adesso siamo intervenuti con decreto legge per fare tutti gli atti preparatori. Dobbiamo fare anche l’accordo con le regioni, in particolare le regioni a statuto speciale che hanno una speciale riserva in materia di bollo auto, per essere pronti dal primo gennaio». Poi l’annuncio sulla manovra: «Nella legge di Bilancio il provvedimento verrà esteso temporalmente». Giorgetti spiega che sono già arrivate «le prime idee di estenderlo in varia forma, alzare o allargare la platea», ma precisa che «tutto dovrà essere ricondotto alle possibilità di compatibilità finanziarie».La scelta, racconta, è arrivata dopo aver valutato a lungo diverse opzioni per affrontare il rincaro dei carburanti. «Siamo tutti in grande difficoltà su come intervenire su questi aumenti pazzeschi del prezzo della benzina e del gasolio», dice riferendosi anche al confronto con gli altri ministri europei. «Noi, tra i pochi in Europa, abbiamo adottato la politica degli sconti sulle accise, ma questa era insostenibile finanziariamente». Per Giorgetti il bollo ha invece il vantaggio di essere una misura semplice e immediatamente percepibile: «È un’azione semplice che non richiede autocertificazioni, Isee, tutte queste cose che normalmente rischiano di complicare e rendere più costoso addirittura del beneficio la misura». L’aumento dei tassi e «la coperta corta»Quando Bechis gli chiede se nella prossima legge di Bilancio siano ipotizzati altri sconti fiscali, Giorgetti frena. Prima bisogna costruire il quadro complessivo dei conti. «A me questo compito tocca farlo, al ministro dell’Economia e delle Finanze, non ad altri», sottolinea. «Si fa prima il quadro di finanza pubblica, tenendo conto di tante variabili: le previsioni economiche per l’anno prossimo, come saranno i tassi di interesse, quanto costerà il petrolio, quanto questo inciderà, quanto costerà in termini di adeguamento delle pensioni semplicemente l’inflazione». Solo dopo, spiega, sarà possibile capire quali margini esistano davvero: «Quando il quadro è completato si capisce quante risorse sono a disposizione e quante non ce ne sono».Il nodo principale resta il costo del debito. «L’aumento dei tassi di interesse a cui assistiamo purtroppo quotidianamente è una situazione che per un Paese indebitato come l’Italia non è la situazione più bella in assoluto», dice Giorgetti. «Per quattro anni ho stressato tutti sulla necessità di tenere sotto controllo il debito, perché se tu non riesci a controllare il debito poi gli interessi li devi pagare». E quei soldi, ricorda, vengono sottratti ad altre politiche: «Se paghi gli interessi non puoi usare quelle risorse per altre finalità molto più interessanti, come la riduzione delle imposte o programmi di investimento».L’ipotesi sui giovani: «Una proposta che costa poco o addirittura non costa»Uno spazio nella prossima manovra potrebbe però esserci per i giovani. «La sfida è cruciale», premette. «Una proposta c’è, io l’ho fatta, l’ho avanzata anche pubblicamente perché ritengo che sia possibile e praticabile». Giorgetti guarda a un meccanismo di tassazione agevolata collegato agli aumenti salariali riconosciuti dalle imprese. L’idea, spiega, prevede «da un lato uno sforzo da parte dello Stato di una riduzione di imposte significativa, ma dall’altro uno sforzo anche da parte dei datori di lavoro nell’incrementare le retribuzioni». «Facendo questo si aumentano gli stipendi e i salari dei lavoratori», prosegue Giorgetti. E nel caso dei giovani il problema è particolarmente evidente, perché le loro retribuzioni «oggettivamente risultano essere basse». «Questa è una proposta che a mio giudizio costa poco o addirittura non costa, ma che potrebbe produrre grandi risultati».«I risparmiatori ti danno i loro soldi se ispiri fiducia»Giorgetti allarga lo sguardo agli altri Paesi europei: «Mi guardo in giro, vedo il collega francese e credo che sia preoccupato. Il collega spagnolo è preoccupato. Siamo tutti preoccupati». Il motivo è il contesto internazionale: «I tempi che viviamo in termini geopolitici e in termini economici necessitano di una politica forte, quindi di governi forti con maggioranze solide». L’Italia, sostiene Giorgetti, negli ultimi anni ha avuto «questa fortuna, questo pregio». E collega a questo obiettivo anche la riforma della legge elettorale: «La legge elettorale che è in via di approvazione ha in realtà come finalità principale di garantire un premio di maggioranza e quindi una stabilità di governo per la durata del mandato. Ci stiamo attrezzando in questa direzione e questa è anche la spiegazione della riforma della legge elettorale».L’Italia può tornare a «ballare sullo spread»? Giorgetti indica la strada che a suo giudizio dovrà essere mantenuta. «Non so chi sarà il futuro ministro dell’Economia e delle Finanze», risponde. «Mi auguro e sono assolutamente convinto che sia assolutamente necessario per un Paese come l’Italia mantenere una postura di finanza pubblica seria e rispettata». Il punto, spiega, è la fiducia di chi finanzia il debito italiano: «Noi abbiamo necessità di maturare fiducia sui mercati e presso i risparmiatori, perché sono quelli che comprano il nostro debito pubblico». E vale anche fuori dall’Italia: «I risparmiatori di tutto il mondo, mica solo quelli italiani, ti danno i loro risparmi se ispiri fiducia. Se non ispiri fiducia vanno da altre parti. La concorrenza, come è noto, è ampia e diffusa».Perché l’Italia cresce poco: «Siamo un Paese vecchio»Secondo il ministro, per leggere correttamente la crescita bisognerebbe anche guardare anche al dato pro capite, ma il problema di fondo rimane la struttura della popolazione. «Siamo un Paese vecchio», risponde Giorgetti. «Io penso che si parli troppo poco del problema demografico di questo Paese». «Oltre alla produttività che deriva dagli investimenti, dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, se hai una popolazione giovane e non perdi, come fa l’Italia, 300 mila cittadini all’anno, hai più possibilità in qualche modo di crescere».«Noi siamo considerati e rispettati dai mercati», sostiene Giorgetti. E lega anche la durata del governo alla credibilità costruita sui conti pubblici: «Se siamo rimasti al governo per tutto questo tempo probabilmente è anche grazie al fatto che nessuno ha pensato che noi fossimo inaffidabili sotto il profilo finanziario».La prossima manovra «non sarà conservativa» sugli investimentiGuardando alla prossima legge di Bilancio, Giorgetti esclude infine una manovra esclusivamente difensiva: «Non sarà conservativa per quanto riguarda gli investimenti». Il ministro cita l’iperammortamento su base pluriennale, che definisce «uno strumento potentissimo»: «Dà certezza agli imprenditori che desiderano investire, è automatico e facilmente visibile proprio anche in termini di prospettiva rispetto al ritorno degli investimenti». Resta però molto da fare sul fronte della burocrazia. «È stato fatto molto con la Zes per il Mezzogiorno, credo che si possa fare ancora molto di più», dice Giorgetti.Ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale: «Io penso semplicemente quanto potrebbe essere più produttiva la pubblica amministrazione italiana grazie all’intelligenza artificiale o agli strumenti della digitalizzazione». L’obiettivo, spiega, deve essere «far correre tutto il Paese» e «renderlo più moderno». «Credo che abbiamo grandi spazi di crescita», dice, rivendicando anche il lavoro fatto «per alzare lo standing e la reputazione del Paese Italia in giro per il mondo».L'articolo Giancarlo Giorgetti al Festival di Open 2026: «Il taglio del bollo sarà strutturale. Ma preoccupa l’aumento dei tassi di interesse» proviene da Open.