A luglio 2026 l’inflazione italiana è salita al 2,9% su base annua, cioè siamo sotto il 3%, spinta dal ritorno della stangata energetica legata alle tensioni in Medio Oriente. I beni energetici regolamentati subiscono una forte accelerazione, raggiungendo il 14,8% rispetto al mese precedente, ma nonostante questa fiammata dei costi energetici, l’inflazione di fondo si mantiene bloccata all’1,6%.Questa dinamica non indica affatto una stabilità positiva, ma riflette invece un altro problema, e cioè il fatto che c’è il gelo dei consumi, la debolezza della domanda interna, della quale io vi parlo peraltro da molto tempo. Quindi le imprese e i commercianti non riescono a scaricare, diciamo, sui listini più pienamente l’aumento dei prezzi, perché le famiglie italiane hanno drasticamente ridotto le spese.La verità sull’Unione Europea che ci ha impoveritiQuindi la verità è che questa Unione Europea ci ha reso tutti più poveri, come io avevo facilmente pronosticato, al contrario di quelli che dicevano “lavoreremo un giorno in meno e sarà come se avessimo lavorato un giorno in più”. È esattamente l’opposto.Anche l’inflazione del carrello della spesa conferma l’assottigliamento del potere d’acquisto reale. Io ho in consulenza strategica, per esempio, dei miei clienti che mi trovano al sito valeriomalvezzi.it, che sono proprietari di supermercati e mi spiegano come ci siano dei problemi anche sui beni alimentari, sui beni primari della vita.La spesa obbligata per le bollette lascia infatti ai cittadini delle minori risorse a disposizione per l’acquisto degli altri beni e servizi, tra cui, incredibile a dirsi, anche i beni primari, il cibo per esempio.Il rischio concreto della stagnazioneInsomma, il quadro generale delinea un evidente rallentamento dell’economia, con il rischio concreto di scivolare in una situazione che io vi descrivo da anni, che in realtà si è già verificata: è la stagnazione dell’economia, cioè quando aumenta l’inflazione ma nel contempo è ferma invece la crescita della produzione e dei beni messi sul mercato.Insomma, quello che è importante non è, come pensano alcuni, un supporto ai redditi da lavoro. Al contrario, io penso che sia necessario un supporto all’economia nel senso degli imprenditori. Bisogna aiutare gli imprenditori. È inutile dare l’obolo, panem et circenses, alla povera gente. No, dobbiamo invece uscire da questa Europa folle, da questa Unione Europea, e creare nuovamente un’economia dei consumi, dando agli imprenditori delle regole libere nelle quali poter investire senza la folle burocrazia europea.Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio MalvezziThe post Lo scontrino della ricetta UE è arrivato: siamo ufficialmente in stagnazione appeared first on Radio Radio.