Perù, uccisa durante la campagna elettorale la giornalista candidata Susy Aponte

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La giornalista e candidata alle elezioni regionali peruviane Susy Aponte, 44 anni, è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco durante un’iniziativa elettorale in un mercato di Caraz, nella regione di Áncash, nel nord del Perù.Aponte era candidata al governo regionale di Áncash per le elezioni del 4 ottobre e dirigeva il sito d’informazione locale China Polo Dominical. Attraverso la sua attività giornalistica aveva denunciato presunte irregolarità e casi di corruzione all’interno della polizia.L’agguato è avvenuto mentre la giornalista si trovava con alcuni sostenitori. L’attacco ha provocato anche il ferimento di altre cinque persone. La polizia peruviana ha fermato un cittadino venezuelano, indicato come presunto autore dell’omicidio, mentre le indagini proseguono per chiarire il movente e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone. Nei giorni precedenti all’attacco, Aponte aveva riferito sui social di aver ricevuto minacce provenienti da ambienti carcerari. Il Consiglio della stampa peruviano ha chiesto un’indagine completa, ricordando che diversi omicidi di giornalisti commessi nel Paese non sono ancora stati chiariti.Almeno 24 giornalisti uccisi nel mondo nel 2026Il bilancio globale resta provvisorio e varia in base ai criteri adottati dagli organismi internazionali. L’Osservatorio dell’Unesco sui giornalisti uccisi, che conteggia le vittime assassinate nell’esercizio delle loro funzioni, riportava 23 giornalisti uccisi nel 2026 prima dell’omicidio di Susy Aponte. L’inserimento della giornalista peruviana porterebbe quindi il totale ad almeno 24 vittime. Il dato non comprende necessariamente tutti i giornalisti e gli operatori dei media morti in conflitti armati, né coincide automaticamente con quello del Committee to Protect Journalists, che applica una metodologia distinta e aggiorna continuamente il proprio archivio. Per il 2025, il CPJ ha registrato 129 giornalisti e operatori dei media uccisi nel mondo, il numero più alto dall’inizio della sua raccolta sistematica dei dati, nel 1992. L’omicidio di Aponte riporta inoltre l’attenzione sulla sicurezza dei giornalisti in Perù. Secondo le informazioni rilanciate dalle agenzie, nel 2025 erano stati uccisi quattro giornalisti peruviani. Il nuovo caso arriva in un contesto segnato da minacce, violenze contro la stampa locale e dalla persistente impunità per numerosi delitti contro operatori dell’informazione.