Le pensioni di reversibilità sono destinate a cambiare dal prossimo anno per effetto della rivalutazione degli assegni legata all’inflazione. Il dato definitivo sarà stabilito entro la fine di novembre con il decreto del Ministero dell’Economia, ma l’ipotesi attualmente considerata è quella di una perequazione del 2,9%.Se questa percentuale venisse confermata, dal 1° gennaio 2027 cambierebbero sia gli importi delle pensioni sia le soglie reddituali utilizzate per determinare eventuali riduzioni della prestazione.Che cos’è la pensione di reversibilitàLa reversibilità è la prestazione riconosciuta ai familiari di una persona che, al momento della morte, era già titolare di una pensione. Si tratta di un trattamento diverso dalla pensione indiretta, che invece spetta quando il lavoratore muore prima di aver raggiunto la pensione e viene calcolata sulla base dei requisiti contributivi e assicurativi maturati. Il riferimento per la determinazione degli importi è anche il trattamento minimo Inps, destinato a essere rivalutato a sua volta con l’adeguamento all’inflazione.A chi spetta la reversibilitàIl principale beneficiario è il coniuge superstite, compresa la persona legata al defunto da un’unione civile. La prestazione può inoltre spettare all’ex coniuge con addebito, secondo le condizioni previste dalla normativa. Tra i possibili beneficiari ci sono anche i figli, ma in questo caso entrano in gioco requisiti più stringenti legati all’età, allo studio e alla condizione di inabilità o di non autosufficienza economica.Per i figli minorenni il diritto viene riconosciuto secondo le condizioni stabilite dalla legge. Per quelli maggiorenni è invece necessario verificare la situazione di dipendenza economica. Per gli studenti, il trattamento può essere riconosciuto fino a 21 anni in presenza della frequenza di corsi di formazione professionale e, a determinate condizioni, fino a 26 anni per chi frequenta l’università.Quanto spetta al coniugeLa pensione di reversibilità non coincide necessariamente con l’intero assegno percepito dal pensionato deceduto. Nel caso del coniuge, la quota ordinaria è pari al 60% della pensione originaria. La percentuale sale all’80% quando nel nucleo è presente un figlio a carico, mentre la prestazione può arrivare al 100% quando la famiglia è composta dal coniuge e da più figli.Quote differenti sono previste quando beneficiari della pensione sono soltanto i figli: in questo caso la percentuale complessiva può variare dal 70% al 100%, in funzione del numero dei beneficiari. Regole analoghe si applicano nelle situazioni in cui la prestazione venga riconosciuta a genitori, fratelli o sorelle del defunto.Leggi anche:Pensioni di reversibilità: ecco cosa cambia nel 2027Pensioni, ultima chiamata dell’Inps per settembreRivalutazione 2027, l’ipotesi del 2,9%Il punto centrale per il prossimo anno è rappresentato dalla rivalutazione degli assegni. Il dato ufficiale non è ancora stato fissato, ma l’inflazione acquisita per il 2026 indicata nel testo di partenza è pari al 2,9%. Se questa percentuale venisse confermata, il trattamento minimo delle pensioni ordinarie passerebbe da 611,85 a 629,59 euro al mese. La variazione avrebbe effetti anche sulle soglie utilizzate per il calcolo delle pensioni di reversibilità.Reversibilità e redditi, quando scatta il taglioL’importo della reversibilità può essere condizionato anche dagli altri redditi del beneficiario. La disciplina prevede una franchigia fino a tre volte il trattamento minimo Inps. Superato questo limite, la pensione può subire una riduzione.La decurtazione è del 25% nella fascia di reddito compresa entro quattro volte il trattamento minimo e sale al 40% entro cinque volte il minimo. Oltre quest’ultima soglia, la quota spettante al coniuge viene dimezzata.Le nuove soglie ipotizzando il 2,9%Con una rivalutazione del 2,9%, la prima soglia reddituale per la reversibilità si sposterebbe a 24.554,15 euro annui. Fino a questo livello la prestazione verrebbe riconosciuta per intero.Tra 24.554,15 e 32.738,87 euro scatterebbe invece una riduzione del 25%. La fascia successiva, fino a 40.923,59 euro, comporterebbe una decurtazione del 40%. Oltre i 40.923,59 euro annui, l’importo della pensione di reversibilità verrebbe invece dimezzato.Il confronto con i valori precedenti mostra che, con l’ipotesi di rivalutazione considerata, la soglia oltre la quale scatta il primo taglio aumenterebbe di 692 euro nell’arco di un anno. Si tratta comunque di valori ancora legati alla conferma ufficiale della percentuale di perequazione da parte del Mef.Enrico Foscarini, 20 settembre 2026L'articolo Pensioni di reversibilità, ecco rivalutazioni e soglie del 2027 proviene da Nicolaporro.it.